Nonostante colpisca il 50% delle donne, il prolasso è ancora oggi una patologia tabù poiché associato a una connotazione negativa, che può essere vissuta con vergogna, incomprensione, rabbia o disperazione. Sono molte le donne di qualsiasi età che non osano parlarne, non consultano un medico e non sanno che il prolasso non è una fatalità e che è possibile curarlo e prevenirne la comparsa.

Noi di MyLittlePessaire crediamo sia importante rompere questi tabù, aiutare le donne a capire come funziona il loro corpo e a ritrovare la propria autonomia. Quali sono i fattori che favoriscono la comparsa del prolasso? Quali sono i trattamenti disponibili? Come viverlo al meglio? Come riappropriarsi del proprio corpo e della propria femminilità? Come ritrovare la qualità di  vita che noi tutte ci meritiamo ed essere libere nei movimenti?

Per cominciare, cosa si intende per "prolasso"?

“Prolasso” è un termine latino che significa “caduta”. Un prolasso è la discesa di un organo o di una sua parte.

Nel linguaggio comune, quando si parla di “prolasso” ci si riferisce normalmente al prolasso degli organi pelvici, ovvero alla discesa di uno o più organi della piccola pelvi: vescica, utero, retto. Questi organi premono quindi contro la parete vaginale e possono finire per deformarla (causando la comparsa di ernie che nel linguaggio comune vengono spesso definite come “pallinemorbide o protrusioni nella vagina”) o addirittura esteriorizzarsi completamente a livello della vulva (l’utero può uscire dalla vagina, ad esempio, nel caso di un prolasso avanzato).

Se viene diagnosticato e curato rapidamente, il prolasso può essere temporaneo e riassorbirsi lentamente, soprattutto nel periodo successivo al parto, ma può anche diventare  permanente.

Il prolasso non è mai grave e non rappresenta un rischio per la salute, tranne in alcuni casi molto rari. Dall’altro lato però comporta spesso il peggioramento della qualità di vita, fastidio, dolore, calo dell’autostima e impossibilità di praticare determinate attività fisiche, sportive, sociali, familiari e sessuali.

La diagnosi è clinica e rapida: si effettua mediante un esame con speculum e/o un esame vaginale.

Gli organi che possono essere interessati dal prolasso sono 3.

Spesso accade che il prolasso interessi più organi. Si parla ad esempio di cistocele di trascinamento, quando l’isterocele provoca la discesa della vescica. Tutti e 3 gli organi possono essere interessati dal prolasso.

La gravità del prolasso è espressa in 4 gradi diversi, a seconda del livello a cui sono scesi gli organi.

Quali sono i sintomi del prolasso degli organi pelvici?

I sintomi più comuni del prolasso sono un senso di peso , che puo’ essere a volte associatoa dolori  al di fuori  o  durante i rapporti sessuali (in questo caso si parla di dispareunia).

Altri sintomi possono manifestarsi nella vita sessuale : perdita di sensibilità, sensazione di beanza vulvare, fastidio durante la penetrazione.

Anche i disturbi urinari sono sintomi piuttosto comuni, soprattutto nei casi di cistocele (prolasso della vescica): difficoltà alla minzione, aumentata urgenza e frequenza urinaria, incontinenza, , infezioni ripetute delle vie urinarie,

 I disturbi ano-rettali o i disturbi del transito intestinale (stipsi o stitichezza, difficoltà a defecare o incontinenza anale) possono essere causati da un rettocele (prolasso del retto).

Capita spesso  che la donna senta una sorta di pallina morbida (o dura, se si tratta di un prolasso dell’utero) all’interno della vagina, che può causare fastidio continuo durante i rapporti sessuali o quando compie determinati movimenti.

In sintesi, i sintomi più comuni del prolasso sono i seguenti.

  • Senso di peso
  • Dolore
  • Dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali)
  • Disagio/fastidio durante i rapporti sessuali
  • Disfunzioni urinarie
  • Disturbi anorettali e disturbi motori dell’intestino

Chi ne è maggiormente colpito?

Il prolasso degli organi pelvici è una patologia che colpisce principalmente le donne in menopausa, nel periodo post partum e anche in gravidanza.. I cambiamenti ormonali che si verificano durante le diverse fasi della vita di una donna producono una perdita di elasticità e di tono dei legamenti e delle fibre muscolari, che talvolta non sono più in grado di sostenere a sufficienza gli organi della piccola pelvi. Anche il travaglio, durante il parto può far distendere o addirittura lacerare i legamenti e/o i muscoli pelvici e quindi provocare un prolasso, o preparare il terreno per la comparsa dello stesso in futuro.

Il prolasso è un disturbo molto comune: si stima che una donna su due in un momento  della vita possa essere affetta da un prolasso, anche se non sempre sintomatico.

L’idea piuttosto diffusa secondo cui il prolasso riguarderebbe solo le donne anziane è falsa. È molto comune infatti che anche le giovani donne, soprattutto dopo il parto, soffrano di prolasso, anche  grave, ovvero di III o IV grado. Secondo alcuni studi, l’83% delle donne é affetta da  prolasso a 6 mesi dopo il  parto e la metà di questa percentuale soffrirebbe di un prolasso di II grado. Anche le donne sportive, in particolare le atlete che praticano un’attività agonistica , possono essere  soggette al prolasso.

Come si manifesta il prolasso?

Gli organi della piccola pelvi (utero, vescica e retto) mantengono la loro posizione grazie a un complesso insieme di muscoli e legamenti, spesso chiamato erroneamente “perineo”. In parole povere, questi organi sono sospesi nel bacino, grazie a dei  legamenti e sostenuti da un insieme di muscoli e di fasce tendinee, chiamati “diaframma pelvico” (per la sua funzione dinamica  e la sua forma, piuttosto che “pavimento pelvico”, che ha una connotazione piuttosto statica) ; questo insieme é posizionato e ancorato dal pube  all’osso sacro. Questo insieme è attraversato da un grande orifizio, la vagina, che crea una cosiddetta “zona di fragilità” e da altri due orifizi

Il prolasso è causato da un indebolimento o allungamento dei legamenti che sospendono gli organi pelvici. Se sono troppo distesi, questi legamenti non sono più in grado di svolgere correttamente la loro funzione, ovvero di mantenere gli organi pelvici al loro posto. Questi ultimi tendono quindi a scivolare verso il basso, per effetto della gravità, gravando così sui muscoli del diaframma pelvico. Quando anche questi muscoli sono indeboliti, rilassati o troppo allungati, a loro volta non sono più in grado, soprattutto al livello dell’uretra e del retto, di svolgere una funzione di sostegno e di chiusura: gli organi non ricevono più il sostegno di cui hanno bisogno e si abbassano  attraverso la parete vaginale. La distensione dei legamenti degli organi pelvici tenderà quindi ad aumentare poiché questi non beneficiano più del sostegno del diaframma pelvico e sono quindi ancor più sollecitati dal peso degli organiÈ un circolo vizioso.

Purtroppo è un’illusione pensare che una volta che le strutture di sospensione siano diventate troppo deboli, sia possibile “irrigidirle” con una semplice contrazione perineale. Il trattamento deve essere più completo.

Quali sono i fattori di rischio del prolasso?

I fattori di rischio che possono causare il prolasso degli organi pelvici sono numerosi e spesso devono combinarsi tra loro per sfociare nella patologia. I fattori più importanti sono sicuramente quelli ostetrici e ormonali ma anche i fattori genetici e legati allo stile di vita hanno una forte influenza.

Gravidanza, parto vaginale, multiparità, macrosomia (neonato che pesa più di 3500g alla nascita, lacerazione del perineo

Menopausa, ipoestrogenia

Costipazione cronica, disturbi respiratori che causano tosse forte e frequente

Antecedenti di chirurgia pelvica, isterectomia

Invecchiamento dei tessuti

Fumo (che provoca bronchite cronica)

Alcune attività fisiche (come ed esempio la corsa e gli sport ad alto impatto in generale, sforzi importanti sugli addominali), lavori che prevedono regolarmente il trasporto/sollevamento di carichi pesanti, la modifica della postura legata all’uso di determinate scarpe, obesità/sovrappeso

Debolezza del tessuto connettivo, iperlassità, sindrome di Ehlers-Danlos

Soluzioni terapeutiche

Esistono 3 soluzioni terapeutiche per alleviare i sintomi del prolasso. Queste soluzioni non si escludono a vicenda e possono quindi essere complementari. Alcune potrebbero essere più o meno adatte a seconda del periodo della vita, del desiderio  di gravidanza ecc. Nelle linee guida francesi  sulla gestione del prolasso, pubblicate nel maggio del 2021, l’HAS (Haute Autorité de Santé) indica la riabilitazione e il pessario come trattamenti di prima intenzione in caso di prolasso degli organi pelvici. La chirurgia è considerata un trattamento di seconda intenzione.

Riabilitazione toraco-addominale-perineale

La riabilitazione toraco-addominale-perineale (spesso chiamata “riabilitazione el pavimento pelvico”) svolge un ruolo importante per fare il punto della situazione (valutazione) al fine di definire chiaramente le cause del prolasso e impostare le sessioni appropriate. Può contribuire a rinforzare  i muscoli del diaframma pelvico migliorando il sostegno degli organi e dando sollievo ai legamenti a cui sono sospesi. Non permette invece di ripristinare i legamenti che, se allungati, rimarranno tali. La riabilitazione non si limita al rinforzo dei muscoli perineali. Integra anche la correzione di eventuali ipertonie, di un’inversione del controllo, di cattive abitudini (disturbi motori dell’intestino, costipazione, respirazione, sport), di problemi posturali ecc. E soprattutto deve insegnare a correggere le pressioni toraco-addominali allo sforzo

La riabilitazione è supervisionata da un terapista specializzato (fisioterapista od ostetrica), ma è fondamentale  anche praticarla a casa. La riabilitazione è una soluzione terapeutica e preventiva.

Pessario

Questo piccolo dispositivo medico in silicone viene inserito nella vagina per riposizionare correttamente gli organi, alleviando così vari sintomi legati al prolasso. È una soluzione conservativa, flessibile e reversibile, che può essere utilizzata in modo continuativo, temporaneo od occasionale, come soluzione terapeutica o preventiva. Il pessario è sicuramente un’alternativa efficace alla chirurgia ma al tempo stesso è utile anche come elemento complementare alla chirurgia stessa: consente infatti di non soffrire dei sintomi di prolasso durante l’attesa dell’operazione, di preparare le mucose all’operazione e di anticipare l’impatto dell’intervento chirurgico sulla sintomatologia (permette in particolare di rilevare un’eventuale incontinenza mascherata dal prolasso). Il pessario è anche considerato  una soluzione terapeutica e preventiva perché on cura, bensì allevia i sintomi e porta un vero e proprio conforto nella vita quotidiana e durante le attività fisiche e/o sportive.

La chirurgie

Consiste nel riposizionare gli organi pelvici con tecniche appropriate per ciascuna patologia. Può essere eseguita per via laparotomica o attravero laparoscopia addominale (promontofissazione, in anestesia generale) o per via vaginale (anestesia locale mediante epidurale o generale). Attualmente, la più consigliata è la promontofissazione. Questa operazione viene eseguita per via laparoscopica, cioè praticando dei piccoli fori di pochi millimetri a livello dell’addome, attraverso i quali verranno introdotte le protesi. La chirurgia del prolasso di solito richiede una degenza ospedaliera di uno o due giorni, ma può anche essere eseguita in day hospital. Il rischio principale è quello di una recidiva, spesso dovuta all’invecchiamento dei tessuti, che continua dopo l’operazione, soprattutto in caso di sforzi cronici. In caso di promontofissazione, il rischio è essenzialmente una modifica della statica pelvica con uno scompenso di un altro scomparto o, addirittura, una complicazione a livello delle protesi. L’incontinenza urinaria da sforzo può anche essere smascherata chirurgicamente e manifestarsi nel postoperatorio, se non è stata identificata prima.

Il prolasso può essere ridotto anche grazie a misure legate all’igiene di vita (in questo caso si parla di rieducazione comportamentale).

  • Misure dietetiche in caso di sovrappeso od obesità
  • Miglioramento del transito intestinale, imparare a defecare in modo corretto (postura e respirazione)
  • Postura e respirazione durante l’attività fisica
  • Trattamento della tosse cronica

Infine, un trattamento mirato ai disturbi legati alla menopausa può essere indicato  per le donne che soffrono di atrofia vulvo-vaginale, spesso si tratta di una  terapia ormonale sostitutiva (salvo controindicazioni) o di un trattamento locale. Questa terapia, ripristinando l’equilibrio ormonale, migliora il trofismo e l’elasticità delle mucose vaginali e ne riduce il collasso rendendole più resistenti al peso esercitato dagli organi della pelvi.

Consente inoltre  di ottimizzare la tolleranza al pessario evitando che questo provochi possibili irritazioni o erosioni vaginali su una mucosa troppo fragile.

Quale soluzione  scegliere?

La scelta dipende solo da te.

Puoi basarti su 3 elementi (in questo ordine).

  1. Le tue preferenze
  2. La patologia di cui soffri
  3. L’entità e la natura dei sintomi

Il tuo medico curante deve proporti e illustrarti nel dettaglio tutte le soluzioni possibili in modo da consentirti di fare una scelta informata e che soddisfi veramente le tue aspettative.

Ancora una volta, le varie opzioni terapeutiche possono essere complementari e non si escludono necessariamente a vicenda. La tua scelta può cambiare nel tempo, a seconda della tua vita e dei sintomi.

È possibile prevenire il prolasso?

Siamo mammiferi bipedi, quindi sfortunatamente c’è poco che possiamo fare per proteggerci dalla gravità e dal peso che viene esercitato durante la nostra vita sugli organi della piccola pelvi.

Ciononostante, è possibile proteggere i legamenti e i muscoli del  diaframma pelvico  e ridurre il rischio di prolasso. Esistono inoltre alcuni modi per arrestare  la progressione del prolasso, quando questo è ancora in una fase non grave o addirittura asintomatica.

  • Corsi di Preparazione alla nascita
  • Riabilitazione perineale (soprattutto dopo il parto, ma anche durante  tutta la vita!)
  • Educazione ai gesti della vita quotidiana (urinare, defecare, sollevare  un oggetto pesante)
  • Educazione alla pratica dell’attività sportiva (respirazione, postura): scopri in particolare i workshop organizzati dall’associazione Sport & Spécificités Féminines
  • Quando portare un pessario
    • Durante la pratica di attività considerate a rischio per il perineo (sport, trasporto di carichi pesanti)
    • Durante i periodi in cui viene esercitata una forte pressione sul perineo (gravidanza, episodi di tosse cronica)
    • Quando viene diagnosticata la comparsa di prolasso, anche asintomatico, per evitare il peggioramento e la comparsa dei sintomi

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