1. Il pessario: cos'è, perché usarlo e a chi è adatto?

Cos'è un pessario?

Il pessario è un dispositivo medico sicuro, efficace e semplice, che offre una soluzione non invasiva e reversibile a una serie di disturbi del pavimento pelvico. Si tratta di un trattamento di prima linea, denominato “conservativo”, adatto a tutte le donne che soffrono di prolasso genitale (isterocele, cistocele e rettocele) e/o incontinenza urinaria da sforzo, che consente di riappropriarsi della propria vita e della propria libertà.

Progettato per essere inserito in profondità nella vagina, il pessario permette di riposizionare gli organi interessati per limitare il disagio funzionale del prolasso o per ripristinare il controllo del flusso urinario. Il suo scopo è quindi ridurre i sintomi derivati dal prolasso o dalla debolezza del pavimento pelvico.

Il pessario è uno strumento formidabile al servizio delle donne e del loro perineo. È complementare a tutti gli altri approcci nel trattamento e/o nella prevenzione dei disturbi legati al rilassamento dei muscoli pelvici.

Perché acquistare un pessario?

Il pessario è la soluzione ottimale per la prevenzione, la valutazione o il trattamento del prolasso degli organi genitali o dell’incontinenza urinaria da sforzo.

Trattamento cosiddetto “conservativo”, il pessario è una soluzione efficace e non invasiva. Si tratta dell’unico trattamento medico per la cura del prolasso al di là della chirurgia.

L’efficacia del pessario (il tasso di soddisfazione va dal 70 al 92% delle pazienti, a seconda degli studi), la sua quasi totale innocuità (nei rari casi in cui sono comparsi effetti collaterali questi non erano mai gravi e ciò è avvenuto esclusivamente con pessari la cui manutenzione non era stata effettuata in modo accurato) e la sua complementarietà con altri approcci terapeutici lo rendono una soluzione di prima intenzione.

Che si consideri o meno la soluzione chirurgica, il pessario è uno strumento formidabile al servizio delle donne. In base alle indicazioni del medico o dell’ostetrica e alle esigenze di ogni donna, può essere adottato nei seguenti casi.

  • Un trattamento a lungo termine o addirittura definitivo, alternativo alla chirurgia, nei seguenti casi.
    • In presenza di controindicazioni alla chirurgia
    • Desiderio di non sottoporsi a intervento chirurgico
    • Ogniqualvolta il professionista sanitario ritenga che una soluzione conservativa sia la più adatta
  • Un trattamento transitorio in attesa dell’intervento chirurgico
    • A causa di motivi che possono essere di natura medica o sociale, l’intervento chirurgico non sempre avviene in breve tempo. Se l’attesa dell’operazione è lunga, il pessario rappresenta la soluzione ideale per darti sollievo e permetterti nel frattempo  di vivere una vita normale e attiva.
  • Uno strumento diagnostico e di sostegno per decidere se sottoporsi o meno alla chirurgia.
    • Il pessario permette di valutare e anticipare l’impatto dell’intervento chirurgico sulla sintomatologia e di rilevare un’eventuale incontinenza che si manifesterebbe dopo l’operazione.
    • Può anche aiutarti a prendere una decisione su un possibile intervento chirurgico o rassicurarti sugli effetti dell’operazione.
  • Uno strumento di preparazione alla chirurgia
    • Il pessario permette di ottimizzare le condizioni dell’intervento chirurgico migliorando il trofismo delle mucose o alleviando eventuali infiammazioni o ulcerazioni legate alla pressione esercitata dagli organi colpiti dal prolasso, limitando così i rischi di infezione.
  • Un trattamento a breve termine per il comfort come accompagnamento alla riabilitazione
    • Durante la gravidanza o dopo il parto, per ridurre la pressione esercitata sul pavimento pelvico o nel caso in cui la gravidanza provochi il prolasso o l’incontinenza.
    • Quando si praticano attività fisiche che provocano perdite urinarie o una senso di peso.
  • Uno strumento di prevenzione durante l’attività fisica
    • Per le donne di tutte le età che praticano sport a forte  impatto dove sussistono rischi per il perineo al fine di limitare la probabilità di soffrire di prolasso genitale o incontinenza (corsa, pallavolo, pallamano, calcio, crossfit, danza, zumba) ;
    • Per le donne che esercitano una professione che richiede sforzi fisici intensi e ripetuti (ad esempio, il trasporto o il traino di carichi pesanti).
    • Per le donne con problemi respiratori cronici che causano loro tosse frequente e intensa.

Il pessario è una soluzione pressoché universale: i diversi modelli e misure disponibili consentono ai pessari di adattarsi a quasi il 90% delle donne e a tutte le patologie.

Infine, la maggior parte dei pessari può essere gestita in totale autonomia: in questo modo potrai adattare il trattamento alle tue esigenze e aspettative e, al tempo stesso, conoscere meglio il tuo corpo.

Quali sono le indicazioni per l'utilizzo del pessario?

Il pessario è indicato nel trattamento dei disturbi del pavimento pelvico legati al rilassamento o alla distensione dei legamenti che sostengono gli organi pelvici: prolasso uterino (discesa dell’utero), cistocele (discesa della vescica), rettocele (discesa del retto), incontinenza urinaria da sforzo. È indicato sia come alternativa sia come trattamento complementare alla chirurgia.

Rappresenta un’alternativa alla chirurgia quando quest’ultima non è consigliata, quando la paziente non desidera essere operata o quando l’intervento chirurgico non si dimostra efficace. Il pessario è una soluzione ideale a lungo termine poiché allevia i sintomi riposizionando gli organi e può essere portato senza alcun rischio per diversi anni, grazie alla sua composizione in silicone medico ipoallergenico di altissima qualità che lo rende molto ben tollerato dal corpo.

Sebbene la chirurgia del prolasso o dell’incontinenza abbia fatto grandi progressi (è infatti meno invasiva, prevede un ricovero meno lungo rispetto al passato, ha risultati migliori), comporta comunque dei rischi (in particolare, la possibile comparsa o peggioramento dell’incontinenza) e  possono verificarsi eventuali incidenti o recidive. Come ogni intervento chirurgico, anche questo comporta alcuni rischi.

Nei casi in cui l’intervento chirurgico è indicato, consigliato dal medico e/o desiderato dalla paziente, il pessario svolge un ruolo importante e rappresenta un dispositivo estremamente utile al servizio della paziente.

Il pessario rappresenta anche un prezioso aiuto nel diagnosticare e nel decidere di eseguire o meno l’intervento chirurgico perché permette di valutare e anticipare l’impatto della chirurgia sui sintomi oltre agli eventuali rischi della stessa (come nel caso di un’incontinenza mascherata ad esempio) nonché di determinare se la chirurgia soddisferà o meno le aspettative della paziente.

Prima dell’intervento chirurgico, il pessario consente di:

  • dare sollievo alla paziente consentendole di condurre una vita normale nel caso in cui l’operazione non possa essere eseguita immediatamente per ragioni che possono essere sociali o mediche;
  • ottimizzare le condizioni dell’intervento chirurgico migliorando il trofismo delle mucose o alleviando eventuali infiammazioni o ulcerazioni legate alla pressione esercitata dagli organi colpiti dal prolasso, limitando così i rischi di infezione.

In sintesi, il pessario rappresenta per le donne una soluzione:

  • come trattamento alternativo alla chirurgia
  • in attesa di un intervento chirurgico
  • di diagnostica e di sostegno nel decidere se sottoporsi o meno alla chirurgia
  • di preparazione alla chirurgia

Portare un pessario può prevenire le perdite urinarie? È una soluzione efficace per combattere l'incontinenza urinaria?

Portare un pessario può aiutarti a risolvere efficacemente:

  • l’incontinenza urinaria da sforzo, limitando l’ipermobilità dell’uretra e correggendo l’insufficienza dello sfintere
  • l’incontinenza da iperattività della vescica causata o aggravata dal prolasso poiché lo corregge

Puoi scegliere di portare il pessario in ogni momento o solo durante le attività che provocano perdite urinarie, a seconda delle tue esigenze.

Alcuni modelli di pessario possono essere più adatti di altri per curare l’incontinenza urinaria da sforzo: questo è ad esempio il caso dei pessari cubici ,  dei dish  uretralio dei donut.

Va notato che in alcuni casi portare un pessario può invece rivelare un’incontinenza urinaria mascherata dal prolasso.

Consulta un professionista sanitario per determinare il modello più adatto a te e che meglio soddisfa le tue aspettative.

Utilizzando il pessario potrò davvero curare la patologia di cui soffro e migliorare così la mia situazione? O si tratta solo di un modo per alleviare i sintomi?

Quando porti il pessario, ti aiuta ad alleviare i sintomi e anche  a prevenire il peggioramento del prolasso.

A volte grazie all’uso di un pessario si verificano una diminuzione della gravità del prolasso e un miglioramento delle condizioni della paziente. Negli Stati Uniti, uno studio effettuato tra

ginecologi e urologi americani ha rilevato che il 48% di loro ha osservato un miglioramento delle condizioni di alcune pazienti con una riduzione della gravità del prolasso a seguito del trattamento con pessario.

Un altro studio, effettuato su pazienti che utilizzavano il pessario, ha mostrato una riduzione della gravità del prolasso della parete vaginale anteriore nel 33% dei casi.

Non è raro che le donne abbiano sempre meno bisogno di portare il pessario. Può succedere  che tu debba portare il pessario in modo continuativo, per i primi mesi, o per il primo anno e poi, con il passare del tempo, solo pochi giorni alla settimana, durante determinati sforzi fisici, durante lunghe passeggiate e quando resti in piedi a lungo.

Il pessario può essere un mezzo per prevenire i disturbi del pavimento pelvico?

Portare un pessario aiuta a prevenire il peggioramento del prolasso. È quindi molto importante considerare questa soluzione alla comparsa del prolasso o nel caso di un prolasso minore che non causa ancora sintomi (o che ne causa pochi).

Inoltre, portare un pessario durante le attività che possono comportare rischi per il perineo rappresenta un ulteriore sostegno per i muscoli del pavimento pelvico e, al contempo, compensa la pressione

intra-addominale esercitata su questi muscoli, che è responsabile del loro indebolimento. Ad esempio, puoi portare il pessario durante l’attività sportiva, nel corso di un trasloco o in un episodio di tosse intensa (ad esempio in un periodo in cui soffri di forte allergia).

Il pessario può quindi rappresentare una soluzione preventiva efficace contro i disturbi del pavimento pelvico come il prolasso genitale o l’incontinenza urinaria da sforzo.

Alcuni modelli di pessario possono essere più adatti di altri nella prevenzione, in particolare il pessario cubico. L’effetto ventosa generato dalle pareti concave del cubo sulla parete vaginale permette di sollecitare alcune fibre muscolari e di compensare le

” pressioni intra-addominali  “nefaste” subite. Inoltre, la possibilità di inserirlo e rimuoverlo facilmente in autonomia, ovvero senza l’assistenza da parte del medico, costituisce un ulteriore vantaggio per il suo utilizzo come soluzione preventiva.

Quali sono i diversi modelli di pessari esistenti? Come posso sapere quale modello è più adatto a me?

Esistono due tipi di pessario.

I cosiddetti pessari di “sostegno”, tra cui:

  • pessari ad anello
  • pessari Dish

I cosiddetti pessari di “riempimento”, tra cui:

  • pessari cubici
  • pessari Donut
  • pessari di Gellhorn

Per essere efficace e confortevole, il pessario deve assolutamente essere adattato alle tue esigenze o alla patologia di cui soffri, nonché alla tua morfologia. Nella maggior parte dei casi, questo  richiede la consulenza  e un esame da parte di un professionista sanitario.

I pessari di sostegno sono solitamente quelli che vengono utilizzati per primi. I pessari di riempimento sono invece utilizzati in caso di prolasso più avanzato o quando i muscoli pelvici non sono in grado di supportare un pessario di sostegno.

Alcuni pessari sono specificamente indicati per l’incontinenza da sforzo. Questi pessari sono spesso dotati di un “bottone” che viene posizionato sotto l’uretra per riportarla nella sua posizione iniziale, ovvero quella che le consente di trattenere l’urina quando si verifica una pressione intra-addominale o nel corso di uno sforzo fisico.

Alcuni modelli sono particolarmente indicati per la prevenzione dei disturbi del pavimento pelvico, come ad esempio il pessario a cubo grazie all’effetto ventosa.

A seconda del modello, il pessario può essere più o meno facile da inserire e rimuovere autonomamente, senza l’aiuto di un professionista sanitario.

La tabella sottostante ti aiuta a determinare le indicazioni più comuni per ogni modello di pessario, la facilità di inserimento e rimozione, la necessità di rimuoverlo ogni giorno o meno. Queste indicazioni sono importanti per scegliere il modello di pessario che alla fine porterai.

 

Tipo di pessario Prolasso di grado I/II Prolasso di grado III/IV Incontinenza urinaria da sforzo Inserimento Rimozione Rimozione quotidiana obbligatoria Possibilità di avere rapporti sessuali
Ad anello X X X Facile Facile No
Ad anello con supporto X X X Facile Facile No
Cubico X X X Medio Medio/Difficile No
Dish X X Facile Facile No
Donut X X X Medio/Facile Medio/Difficile No No
Gellhorn X X Medio Medio No No

 

Le informazioni riportate nella tabella qui sopra sono fornite a titolo indicativo e si basano sulla legge dei grandi numeri. Possono variare da una donna all’altra, a seconda della sua morfologia, dell’agilità con cui gestisce il pessario e di altri elementi.

Il pessario è solo per donne anziane o in post-menopausa?

Il pessario è utilizzato da donne di tutte le età, comprese le donne sportive, le donne  gravide  e le neomamme.

Può accompagnarti per tutta la tua “vita di donna”, e in particolare nelle seguenti situazioni.

  • Durante l’attività sportiva
  • Durante la gravidanza o dopo il parto
  • Con l’avvicinarsi della menopausa

Sono incinta/ho partorito di recente. Il pessario può aiutarmi?

Il pessario può essere indicato per dare sollievo da alcuni sintomi o fastidi,  alla neomamma o alla donna gravida   (tieni presente però che in linea generale non è consigliabile portare il pessario durante il primo trimestre di gravidanza). Non è raro che una donna che ha partorito da poco soffra di prolasso, il quale  può essere di grado avanzato o addirittura completamente esteriorizzato. È possibile indossare un pessario subito dopo il parto, in base alle istruzioni del medico.

Inoltre, non è possibile operare un prolasso prima che sia trascorso un certo periodo dal parto perché il corpo non si è ancora ripreso completamente e c’è quindi il rischio di

ipercorrezione, se il recupero continua dopo l’operazione. Questo ritardo può essere ancora più lungo se la donna sta allattando il bambino: la condizione ormonale derivata dall’allattamento rallenta il processo di recupero e il prolasso può durare più a lungo.

Portare un pessario è quindi la soluzione di prima intenzione per correggere sintomi derivati dal prolasso dopo il parto, nell’attesa che il corpo si sia ripreso completamente. Se il prolasso poi si riassorbe, puoi semplicemente smettere di portarlo. Altrimenti, puoi continuare a portarlo e/o considerare un intervento chirurgico a seconda delle indicazioni del medico e del tuo eventuale desiderio di un’altragravidanza.

Durante o dopo la gravidanza, il pessario può anche aiutare ad alleviare il senso di peso  e di pressione sulla zona perineale. Ad esempio, puoi indossarlo quando avverti queste sensazioni, quando devi stare in piedi per molto tempo o anche prima di uscire per una lunga passeggiata o per correre.

Infine, portare il pessario può  darti sollievo se soffri di qualche perdita o di incontinenza urinaria da sforzo poiché contribuisce ad alleviare la pressione esercitata da alcuni organi. In particolare, il pessario può essere un ottimo elemento complementare alla riabilitazione perineale dopo il parto. Non esitare a consultare l’ostetrica o il fisioterapista.

In sintesi, un pessario può aiutarti per:

  • alleviare una serie di disturbi o disagi che possono comparire durante o dopo la gravidanza (senso di peso, perdite urinarie, incontinenza urinaria da sforzo)
  • alleviare un prolasso lieve, moderato o avanzato dopo la gravidanza.

Pratico sport regolarmente, portare il pessario può essere utile?

Il pessario è molto utile quando si praticano alcuni sport ad forte impatto che esercitano una pressione sul perineo: corsa, trampolino elastico, basket, pallamano, calcio, equitazione, zumba e qualsiasi altro sport che preveda il salto o la corsa. Queste attività contribuiscono all’indebolimento del perineo a causa delle forti e ripetute pressioni intra-addominali e possono causare leggere perdite o addirittura la comparsa dell’incontinenza urinaria da sforzo. Possono anche contribuire ad aumentare la probabilità di soffrire di prolasso genitale (discesa degli organi genitali) o di incontinenza nel giro di pochi anni.

Sebbene le più esposte a questo tipo di patologie siano le donne che praticano sport regolarmente o le sportive a livello agonistico, bisogna considerare che anche le donne che praticano sport occasionalmente o regolarmente (anche durante l’adolescenza) possono esserea rischio.

Se portato durante lo sforzo fisico, il pessario è un accessorio utile per tutte le sportive che siano o meno affette da questi disturbi.

  • Aiuta a prevenire le perdite urinarie o l’incontinenza durante l’attività fisica e permette di praticare il proprio sport con maggiore serenità.
  • Aiuta a contenere e limitare gli effetti delle iperpressioni

intra-addominali proteggendo così la zona perineale.

L’utilizzo di un pessario mentre si pratica sport può essere accompagnato da una riabilitazione preventiva del perineo.

2. Il pessario: come funziona

È necessario disporre di una prescrizione medica per portare un pessario?

Il pessario è un dispositivo medico da banco e quindi puoi acquistarlo online o in farmacia senza necessità di prescrizione.

Tuttavia, è importante essere assistite da un medico o da un’ostetrica, sia nell’acquisto, sia nella gestione del pessario. Solo un professionista sanitario può determinare se il pessario sia una soluzione adatta alla tua situazione e aiutarti a scegliere la misura e il modello adatti., durante una consulenza che implica una visita: solo così potrà consigliarti il pessario che più ti corrsiponde, tenendo conto della tua morfologia e della patologia di cui sei affetta.

Inoltre, alcuni modelli di pessario sono difficili da rimuovere e pulire autonomamente e dovrai quindi affidarti a un professionista sanitario durante la visita.

Chi può prescrivere un pessario ed effettuare poi le visite di controllo?

Diversi medici possono prendersi carico di questo tipo di consulenza e dei successivi controlli.

  • Un ginecologo
  • Un urologo

Une sage-femme peut également assurer le suivi du pessaire une fois la première prescription effectuée.
Un’ostetrica  puo’ anche  occuparsi  della gestione del pessario in follow up.

Come posso trovare un professionista che mi aiuti con il pessario?

Diversi medici possono prendersi carico di questo tipo di piani e dei successivi controlli.

Un ginecologo
Un urologo
Il medico di base
Un gériatre

Anche un’ostetrica o un fisioterapista ,  possono consigliare il pessario e solo in assenza di effetti collaterali che potrebbero essere legati all’utilizzo di quest’ultimo.

Un’ostetrica  puo’ anche   occuparsi della gestione del pessario in follow up.

Per trovare un professionista sanitario pronto a fornirti una consulenza, ti invitiamo a consultare la nostra directory online Rete Pessario.

Come si svolge una consulenza di prova del pessario?

La scelta del pessario comporta necessariamente un esame clinico e il dialogo con la paziente.

Il medico o l’ostetrica verifica innanzitutto se sia presente la cervice, che consente eventualmente l’utilizzo di un pessario cosiddetto di supporto o di sostegno (pessario ad anello). Se la cervice non è presente, potrà essere preso in considerazione solo un pessario di riempimento (pessario cubico , Donut  o di Gellhorn). Questo vale anche nel caso in cui il pavimento pelvico sia troppo debole per sostenere un pessario di supporto.

Il medico o l’ostetrica  deve inoltre assicurarsi che la paziente sia in grado di gestire autonomamente il pessario ogni giorno. Un pessario cubico  può essere prescritto solo se si verifica questa condizione. A una donna che non vuole rimuovere e reinserire il pessario da sé o che non vuole farlo ogni giorno,, deve essere prescritto un pessario ad anello, un Dish , un donut  o di Gellhorn, che può rimanere nella vagina senza interruzioni per un periodo fino a 3 mesi.

 1.Determinare la misura più adatta

La misura del pessario viene stimata mediante un esame vaginale. Il medico o l’ostetrica  posiziona la punta del dito indice destro nel fornice posteriore della vagina e la punta del dito medio appena dietro l’osso pubico. Valuta così la distanza in millimetri tra questi 2 punti. Da questo valore risulta la misura consigliata del pessario di prova (cioè il suo diametro esterno). Le dimensioni più comunemente prescritte sono comprese tra 60 mm e 70 mm.

2. Prova del pessario

Una volta completati questi passaggi, il medico o l’ostetrica  fa provare alla paziente il pessario (eventualmente chiedendole di usare determinate tecniche di rilassamento, in particolare le tecniche di respirazione tipiche dello yoga) per assicurarsi che il modello e la misura scelti siano adeguati. Per fare ciò, deve disporre di una serie di pessari di prova in ambulatorio. Capita spesso, in particolare per le donne in post-menopausa, che il medico prescriva una terapia ormonale locale che va iniziata prima della consulenza di prova del pessario.

Una volta posizionato il pessario, il medico o l’ostetrica verifica se è in grado di far passare la punta del dito tra il bordo esterno del pessario e la parete vaginale. Se non riesce a farlo, farà provare la misura inferiore. Se invece il dito passa con troppa facilità, ti farà provare la misura superiore. Il medico o l’ostetrica deve avvertire una certa elasticità tra il pessario e la parete vaginale.

Una volta completato questo passaggio, se la misura sembra appropriata, il medico o l’ostetrica chiede alla paziente di alzarsi, camminare, battere i piedi sul pavimento, sporgersi in avanti, accovacciarsi, tossire e così via. Se il pessario rimane al suo posto e la paziente non sente alcun fastidio, vuol dire che è quello giusto. Il medico o l’ostetrica  può decidere di completare la visita chiedendo alla paziente di andare a urinare. Se riesce a farlo senza provare fastidio e senza che il pessario cada, la visita si conclude e il medico o l’ostetrica potrà prescriverle o consigliarle  il modello in questione.

Se invece il pessario scende o cade, è opportuno provarne un altro. Tieni presente che il pessario potrebbe cadere sia perché è troppo piccolo sia perché è troppo grande e finisce quindi per disporsi in posizione longitudinale. Inoltre, il pessario può anche cadere se il modello che si sta provando non è quello più adatto: se i muscoli pelvici sono troppo deboli potrebbero non essere in grado di supportare un cosiddetto pessario di sostegno e in questo caso è consigliabile optare per un pessario di riempimento (meglio se tra i modelli di riempimento si sceglie un pessario cubico ), che regge meglio grazie all’effetto ventosa esercitato sulla parete vaginale.

La consulenza di solito è molto veloce e il primo pessario che si prova è normalmente quello adeguato . A volte però può capitare che sia necessario provare diversi pessari e in questo caso la consulenza può durare anche  a mezz’ora. L’esperienza insegna che in media occorre provare 3 o 4 modelli per trovare quello giusto (di solito nelle misure più comunemente prescritte).

La misura più adatta è solitamente la misura più piccola possibile che non scenda o cada.

3. Imparare a gestire il pessario

Prima di concludere la consulenza, il medico o l’ostetrica deve assicurarsi che la paziente sia in grado di inserire e rimuovere il pessario da sola, soprattutto se le viene prescritto un pessario cubico. Spiegherà anche le informazioni utili per la pulizia e la manutenzione del pessario e l’importanza di una regolare consulenza di follow-up se la paziente non desidera rimuovere il pessario quotidianamente.

Come si svolge la visita di controllo dal medico o dall’ostetrica quando porto il pessario ?

Dopo il posizionamento del pessario, la paziente deve essere seguita regolarmente (circa ogni 3 mesi) da un professionista sanitario. Le visite di controllo possono però essere meno frequenti, se di tanto in tanto la paziente rimuove e pulisce da sé il pessario. La frequenza delle visite di controllo è determinata dal professionista sanitario.

Più spesso rimuovi il pessario, meno frequente può essere la visita di controllo dal medico p ostetrica. La rimozione regolare del pessario consente infatti un’igiene più rigorosa, limitando il rischio di infezioni locali; inoltre, limita notevolmente il rischio di erosione e di dolore riducendo il tempo di presenza del pessario nella cavità vaginale.

Durante le consulenze di follow-up, il medico o l’ostetrica rimuove il pessario, si assicura che sia ancora in buone condizioni e che sia ancora del modello e della misura adeguati. In tal caso, reinserisce il pessario dopo averlo pulito e dopo averti visitata. In caso contrario, ti farà provare nuovi pessari e ti prescriverà quello più adatto.

Inoltre, non è raro che dopo qualche mese o anno sia necessario cambiare la misura o il modello del pessario, a seconda dell’evoluzione della patologia di cui soffri e del tono dei muscoli del pavimento pelvico. È importante che il pessario che utilizzi sia sempre quello più adatto a te: solo così potrà funzionare efficacemente e sarà confortevole da portare ogni giorno.

Perché è importante che il pessario sia in silicone?

Il silicone medico è il materiale meglio tollerato dalle mucose anche durante contatti prolungati per diversi mesi e, a differenza del lattice e della plastica, non scatena reazioni allergiche o irritazioni.

La sua morbidezza e flessibilità lo rendono anche il materiale più comodo e facile da maneggiare, soprattutto durante l’inserimento e la rimozione del pessario.

Il silicone, infine, non è poroso, quindi non favorisce la proliferazione microbica sulla superficie del pessario, a differenza dei materiali porosi come il lattice.

I pessari sono rimborsati dall'assicurazione sanitaria?

Purtroppo non lo sono.

Tuttavia, i nostri pessari sono realizzati in silicone medico di alta qualità che permette loro una durata media di  2 o 3 anni e li rende estremamente resistenti all’usura. Pertanto non occorre sostituire il pessario spesso, il che è un vantaggio finanziario significativo.

3. Il mio pessario nella vita di tutti i giorni

È necessario sottoporsi a una terapia ormonale locale quando si porta un pessario?

La terapia ormonale locale è particolarmente indicata quando si porta il pessario, soprattutto per le donne in post-menopausa e per coloro che si avvicinano alla menopausa. Portare il pessario consente infatti di ridurre il rischio di comparsa dei possibili effetti collaterali poiché migliora la flessibilità e la resistenza della mucosa vaginale e allevia un’eventuale atrofia vaginale.

È sempre consigliabile iniziare questa terapia alcune settimane prima della prova del pessario in ambulatorio e comunque sempre prima di iniziare a portare il pessario, al fine di migliorare l’elasticità dei tessuti e rendere la consulenza di prova più semplice e confortevole.

È compito del medico  prescrivere questa terapia.

Per le donne che non vogliono o non possono sottoporsi a una terapia ormonale, si raccomanda l’utilizzo di un gel vaginale idratante e riparatore. L’utilizzo di un gel di questo tipo può costituire anche una soluzione temporanea prima di passare alla terapia ormonale locale che potrebbe provocare sensazioni di bruciore o irritazione a una mucosa secca o irritata. MyLittlePessaire ha selezionato, in collaborazione con professionisti sanitari specializzati, il gel vaginale idratante e riparatore Palomacare grazie al suo potere idratante rafforzato dalla formulazione in niosomi e alla formula arricchita con agenti cicatrizzanti, lenitivi e prebiotici.

Come funziona la manutenzione e la pulizia del pessario?

Non devi fare altro che lavare il pessario con acqua e sapone neutro.

  1. Prepara una soluzione mescolando sapone neutro con acqua.
  2. Immergi il pessario nella soluzione e lascialo in ammollo per 5 minuti.
  3. Pulisci il pessario nell’acqua per almeno 15 secondi servendoti di uno spazzolino a setole morbide (ad esempio, uno spazzolino da denti).
  4. Sciacqualo poi abbondantemente sotto acqua corrente per almeno 30 secondi.
  5. Lascia asciugare il pessario.

Se porti un pessario cubico, devi rimuoverlo e pulirlo ogni sera prima di andare a letto.

Se porti un altro tipo di pessario, anche se il tuo modello può essere portato ininterrottamente per diversi mesi di seguito, è sempre meglio rimuoverlo e lavarlo regolarmente (l’intervallo ideale è una settimana). Un professionista sanitario può spiegarti come rimuovere, pulire e reinserire il pessario.

Devo portare il pessario tutti i giorni?

Secondo le indicazioni del medico o ostetrica, puoi decidere se portarlo occasionalmente o quotidianamente.

Tutto dipende dalle tue esigenze e da quello che ti senti di fare, nonché dalle attività praticate  durante la giornata e dalle tue preferenze personali.

Alcune donne lo portano senza interruzioni, altre invece lo portano solo a giorni alterni o quando svolgono determinate attività. Spesso capita che la necessità cambi col passare del tempo: per i primi mesi o anni, potrebbe essere necessario portare il pessario tutti i giorni poi, gradualmente, solo in determinati giorni.

Non esitare a chiedere al tuo medico o ostetrica  di insegnarti a gestire il pessario in autonomia, per poterlo rimuovere e reinserire tu stessa. Il pessario è un accessorio che ti permette di essere indipendente e di conoscere il tuo corpo e le sue esigenze.

Per quanto tempo posso tenere il pessario?

Il pessario può essere utilizzato “à la carte”, ovvero in base alle tue esigenze.

La maggior parte dei modelli di pessario può essere rimossa e reinserita in qualsiasi momento. Se necessiti di utilizzare il pessario solo occasionalmente, ad esempio durante determinati sforzi fisici o nelle giornate in cui cammini molto o stai molto in piedi, puoi inserire il pessario e tenerlo solo nel corso di queste attività e solo nelle giornate in cui ne senta il bisogno.

La maggior parte dei modelli di pessario può essere portata per diverse settimane o addirittura mesi senza essere rimossa, se non desideri gestire il pessario quotidianamente o se trovi che sia difficile farlo. Questo è il caso dei pessari Ad Anello, Dish o di Gellhorn. Tuttavia, è sempre consigliabile,

quando possibile, rimuovere il pessario regolarmente  (idealmente una o più volte alla settimana) per pulirlo e ridurre al minimo gli eventuali effetti collaterali (irritazione, fastidio, squilibrio della flora vaginale, micosi o vaginosi batterica).

Il pessario Cubico, invece, deve essere rimosso e pulito ogni sera. Dovrà poi essere lasciato asciugare all’aria e reinserito solo la mattina successiva.

A seconda dell’intensità dell’utilizzo e del tempo di permanenza nella vagina, la durata del pessario varia da 2 a 4 anni. Finché il pessario non è danneggiato, non è necessario cambiarlo. Tuttavia, non appena risulti visibile un segno qualsiasi di deterioramento (strappo o rottura sulla superficie del silicone), il pessario deve essere rimosso e sostituito. Un pessario danneggiato può infatti causare irritazioni o ferite alle mucose.

Come posso semplificare l'inserimento o la rimozione del pessario?

Proprio come per l’assorbente interno o la coppetta mestruale, essere in grado di inserire e rimuovere il pessario in modo corretto può richiedere un po’ di tempo. Devi solo prenderci la mano! Stai tranquilla: dopo pochi giorni avrai imparato il trucco e sarai in grado di maneggiare il tuo pessario in tutta facilità.

Ti consigliamo di utilizzare un po’ di gel lubrificante per facilitare l’inserimento o la rimozione del pessario. Ricorda di utilizzare solo gel lubrificante a base d’acqua poiché un gel di altro tipo potrebbe danneggiare il pessario.

Durante la consulenza di prova dei pessari con il tuo medico o ostetrica, non esitare a chiedergli/le di insegnarti a inserirlo e rimuoverlo con l’aiuto di determinate tecniche di respirazione e fai diverse prove in ambulatorio per essere sicura di essere pronta quando sarai a casa. La tecnica può variare a seconda del modello di pessario che ti verrà prescritto. Anche l’utilizzo di uno specchio può aiutarti.

Mettiamo a tua disposizione consigli, suggerimenti e istruzioni per aiutarti a familiarizzare con il pessario.

Tieni presente che alcuni modelli di pessario sono difficili da maneggiare autonomamente, come ad esempio i pessari donut  o di Gellhorn. Se desideri gestire autonomamente questi pessari, assicurati di essere in grado di farlo durante la visita medica. In caso contrario, puoi lasciare il pessario nella vagina fino a un massimo di 3 mesi e delegarne la gestione e la manutenzione al tuo medico o ostetrica  oppure puoi scegliere un altro modello, più facile da gestire, a patto che sia indicato per la patologia di cui soffri.

Posso utilizzare un po' di lubrificante per facilitare l'inserimento del pessario? Che tipo di lubrificante?

Ti consigliamo di utilizzare un po’ di gel lubrificante per facilitare l’inserimento o la rimozione del pessario.

zare solo gel lubrificante a base d’acqua poiché un gel di altro tipo potrebbe danneggiare il pessario. Questo vale soprattutto per i gel lubrificanti a base di olio, silicone o vaselina, che rischiano di danneggiare il silicone del pessario rendendo quest’ultimo inutilizzabile o pericoloso.

È anche possibile utilizzare una crema a base di estrogeni eventualmente prescritta dal medico, che permette di lubrificare il pessario mentre apporta altri benefici.

Dove posso acquistare un pessario?

Puoi acquistare il pessario sul nostro sito web o in farmacia.

Non voglio/non voglio più rimuovere e reinserire il pessario tutti i giorni: esistono dei pessari che possono restare nella vagina senza interruzioni?

I pessari dotati di un foro sufficientemente ampio possono essere portati ininterrottamente, fino a 3-4 mesi consecutivi (la durata deve essere comunque valutata e decisa dal medico).

È il caso dei seguenti modelli.

  • Ad anello
  • Ad anello con supporto
  • Dish
  • Donut 
  • Di Gellhorn

Se scegli di portare il pessario ininterrottamente senza mai rimuoverlo, è necessario recarsi dal medico o ostetrica  per una visita di controllo ogni 3 o 4 mesi (la frequenza sarà determinata dal medico o dall’ostetrica stesso/a).

Le visite di controllo possono però essere meno frequenti se regolarmente rimuovi tu stessa il pessario (l’ideale sarebbe farlo una volta alla settimana).

Qual’é la durata di un pessario?

I nostri pessari sono realizzati in silicone medico di alta qualità e sono quindi molto resistenti. Durano fino a 4 anni. In media, a seconda dell’utilizzo che una donna ne fa, i nostri pessari durano almeno 2 o 3 anni.

Tieni presente che la durata del pessario può essere notevolmente ridotta se utilizzi prodotti incompatibili, come ad esempio gel lubrificanti a base di olio, silicone o vaselina.

Per preservare il pessario, utilizza solo gel lubrificante a base d’acqua. Puoi anche utilizzare una crema a base di estrogeni eventualmente prescritta dal medico, che permette di lubrificare il pessario mentre apporta altri benefici.

Non appena risulti visibile un segno qualsiasi di deterioramento (strappo  o rottura sulla superficie del silicone), il pessario deve essere rimosso e sostituito. Un leggero cambiamento di colore è perfettamente normale e non indica alcun deterioramento. Un cambiamento di colore importante indica invece che il pessario è vecchio e che deve essere cambiato.

Posso avere rapporti sessuali portando il pessario?

Il pessario ti consente di continuare la tua vita sessuale normalmente e può addirittura migliorarne la qualità dandoti sollievo dai sintomi associati al prolasso. Il prolasso può infatti portarti a provare fastidio o dolore durante i rapporti sessuali mentre il pessario ti aiuterà ad alleviare questi sintomi.

Alcuni modelli ti permettono (il più delle volte) di avere rapporti sessuali portando sempre il pessario senza causare alcun disagio. Questo è il caso, ad esempio, del pessario ad anello (con o senza supporto) e, a volte, anche del pessario dish.

La maggior parte dei modelli di pessario può essere rimossa facilmente quando lo desideri. Se il pessario ti dà fastidio durante i rapporti sessuali, puoi rimuoverlo prima del rapporto sessuale e reinserirlo quando questo è terminato.

In linea generale, questo varia da donna a donna e da coppia a coppia. Alcune coppie non sono affatto infastidite dal pessario durante la penetrazione, altre preferiscono rimuoverlo.

Se lo porti durante il rapporto, puoi rimuoverlo una volta che il rapporto è terminato per pulirlo se lo desideri, ma non è davvero necessario.

La comparsa di eventuali erosioni vaginali responsabili di rapporti dolorosi e secondarie alla presenza del pessario può essere prevenuta utilizzando il pessario della misura più piccola possibile e seguendo una terapia ormonale locale che migliori il trofismo vaginale.

Posso portare il pessario durante il ciclo?

Se porti un pessario cubico  o un pessario di Gellhorn, ti consigliamo di rimuoverlo ogni 6 ore e di risciacquarlo, come faresti con una coppetta mestruale. Questi modelli rischiano infatti di bloccare il sangue delle perdite mestruali all’interno della vagina.

Posso utilizzare un assorbente interno o una coppetta mestruale oltre al pessario?

La risposta varia a seconda del tipo di pessario che porti. Un pessario ad anello, ad esempio, dovrebbe consentirti di utilizzare anche un assorbente interno o una coppetta mestruale.

Ad ogni modo, non vi è alcuna controindicazione sull’uso simultaneo di questi dispositivi a condizione che non ti facciano provare fastidio o dolore.

Utilizzo un dispositivo intrauterino, posso portare anche il pessario?

Certo. Puoi portare il pessario anche se utilizzi un dispositivo intrauterino.

Tuttavia, quando rimuovi il pessario fallo con molta delicatezza, soprattutto se si tratta di un pessario cubico . Se lo rimuovi in modo troppo brusco potrebbe infatti causare l’espulsione del dispositivo intrauterino (IUD).

Parlane con il medico o l’ostetrica.

Posso andare in piscina se porto un pessario?

Assolutamente sì. Puoi continuare a svolgere qualsiasi attività. La piscina non fa eccezione. La composizione in silicone di alta qualità dei nostri pessari impedisce qualsiasi assorbimento dei prodotti contenuti nell’acqua della piscina e previene la proliferazione microbica sulla superficie del pessario. Se lo desideri, puoi comunque rimuovere il pessario per pulirlo con acqua e sapone dopo una sessione di nuoto in piscina.

Posso tenere il mio pessario durante le sessioni di riabilitazione perineale?

In generale, puoi tenere il tuo pessario durante le sessioni di riabilitazione, comprese quelle con sonde di elettrostimolazione o biofeedback, sia che queste sessioni si svolgano in clinica o a casa.

Il pessario non riduce in alcun modo l’efficacia delle sedute e degli esercizi muscolari eseguiti. Al contrario, può migliorare la loro efficacia. Non è raro che i pazienti abbiano risultati migliori con il pessario in posizione che senza. Questo perché il pessario, ripristinando il corretto equilibrio del pavimento pelvico e del cinto pelvico, permette ai muscoli di funzionare normalmente e di lavorare nel miglior modo possibile.

A seconda del modello, alcuni di essi possono essere scomodi (soprattutto quelli più grandi). Se necessario, potete rimuovere il vostro pessario prima della seduta, o chiedere al professionista incaricato della vostra riabilitazione di farlo per voi e di rimetterlo a posto dopo.

Indossare un pessario può impedire ai miei muscoli pelvico-perineali di esercitare la loro funzione?

Niente affatto, al contrario.

Il pessario permette una migliore funzione muscolare e può anche migliorare l’efficacia della riabilitazione addomino-perineale. Non è raro che i pazienti ottengano risultati migliori con il pessario in posizione che senza. Questo perché il pessario, ripristinando il corretto equilibrio del pavimento pelvico e del cinto pelvico, permette ai muscoli di funzionare normalmente e di lavorare in modo ottimale.

4. Hai domande o dubbi relativi al pessario?

Mi è stato prescritto un pessario. E se alla fine non si rivela adatto a me?

Può capitare che il pessario scelto durante la consultazione di prova del pessario non sia quello più adeguato, se ti causa ad esempio fastidio, se cade eccIn questi casi ti consigliamo di fissare un appuntamento con il medico o ostetrica  che provvederà a prescrivertene un altro.

Il medico rimuoverà quindi il pessario non idoneo e ti prescriverà un nuovo modello o una nuova misura di pessario dopo aver effettuato altre prove e tenendo conto delle difficoltà che hai riscontrato con il pessario precedente.

Spesso succede che il primo pessario prescritto non si riveli quello più adatto, anche se il medico o l’ostetrica l’ha prescritto dopo aver fatto provare alla paziente diversi modelli e misure. Non abbatterti! Esiste un pessario adatto per circa il 90% delle donne. Devi solo trovare la misura e il modello adeguato 🙂

Se necessario, consulta la nostra directory online Rete Pessario, che ti consentirà di trovare un medico o ostetrica pronto/a  a fornirti una consulenza.

Quali sono le controindicazioni all'utilizzo del pessario?

Non esiste alcuna controindicazione definitiva all’utilizzo del pessario, fatta eccezione per alcune malformazioni genitali.

Tuttavia, è consigliabile evitare o posticipare l’utilizzo del pessario nei seguenti casi:

  • sanguinamento anormale
  • perdite vaginali anormali
  • presenza di infezione vaginale
  • infezione urinaria
  • endometriosi
  • stitichezza 

Per le donne gravide  sarà il medico  a decidere se consigliare l’uso del pessario o no. Se il medico non riscontra alcuna controindicazione, il pessario può essere una soluzione efficace per dare sollievo alla paziente da alcuni sintomi o fastidi di cui soffre durante la gravidanza (tieni presente però che in linea generale non è consigliabile portare il pessario durante il primo trimestre di gravidanza) e dopo il parto, anche nel caso di un prolasso causato dal parto.

Quali sono gli effetti collaterali derivati dall'utilizzo del pessario? Può provocare infezioni?

A patto che sia realizzato in silicone medico e che sia sempre monitorato durante le visite di controllo, il pessario causa molto raramente effetti collaterali. Si tratta di un dispositivo puramente meccanico, non invasivo e non chimico. Eventuali effetti collaterali si verificano quasi esclusivamente in caso di pessari la cui manutenzione non è effettuata correttamente, se le visite di controllo non vengono fatte con la giusta frequenza o se queste non prevedono un esame vaginale  di routine .

Se le visite di controllo avvengono con regolarità, il rischio di comparsa dei possibili effetti collaterali diminuisce e, anche nel caso in cui compaiano, si tratta di problemi facilmente risolvibili: perdite vaginali più abbondanti o anormali, cattivi odori, lieve sanguinamento, ulcerazione o erosione della parete vaginale. La comparsa di questi sintomi può dipendere dall’utilizzo del pessario sbagliato (spesso si tratta di un pessario troppo grande).

In linea generale, la terapia ormonale locale e l’utilizzo di un gel vaginale idratante possono limitare notevolmente la comparsa di questi effetti collaterali nell’ambito di un adeguato monitoraggio della paziente e, in particolare, delle donne in post-menopausa.

Se avverti una sensazione di fastidio o ti sembra che il pessario scivoli, potrebbe dipendere dal fatto che la misura che ti è stata prescritta non è quella giusta.

In ogni caso, non appena avverti fastidio, prurito, dolore o rilevi secrezioni anormali o sanguinamento, consulta il tuo medico o la tua ostetrica. È possibile che tu soffra di una micosi o di una vaginosi batterica, ad esempio, senza che queste siano in alcun modo legate all’utilizzo del pessario; tuttavia, occorrerà curarle. In questo caso, ti consigliamo di rimuovere il pessario per un po’, in modo da velocizzare la guarigione.

Va notato che portare il pessario causa spesso perdite vaginali più frequenti, il che non è comunque da considerarsi anormale. Se lo ritieni fastidioso, non esitare a rimuovere il pessario più frequentemente o la sera prima di andare a letto.

Come posso limitare gli eventuali effetti collaterali causati dall'utilizzo del pessario? Come posso fare in modo che il mio corpo tolleri meglio il pessario?

Esistono 6 regole fondamentali che aiutano il corpo a tollerare meglio il pessario.

  • Consulta un medico o ostetrica e assicurati che il pessario che porti sia quello più adatto a te (modello e misura)
  • Mantieni sana la mucosa vaginale facendo una terapia ormonale locale o utilizzando un gel vaginale idratante riparatore
  • Se ti è possibile, rimuovi e pulisci regolarmente il pessario (l’ideale sarebbe farlo almeno una volta a settimana e se porti un pessario cubico ricordati di farlo ogni sera)
  • Presentati regolarmente alle visite di controllo dal medico
  • Previeni e cura un’eventuale stitichezza 
  • Utilizza un pessario in silicone medico (facendo attenzione che sia in particolare privo di lattice, gomma o plastica)

Quando devo contattare il medico o l’ostetrica?

Consulta il medico o l’ostetrica nei seguenti casi:

  • prurito
  • dolori
  • fastidio
  • arrossamento
  • odore alterato
  • sanguinamento
  • difficoltà a urinare o defecare
  • stitichezza 
  • perdite urinarie

Inoltre, consulta il medico o l’ostetrica anche se il pessario ha tendenza a scendere.

Non dimenticare di farti monitorare regolarmente, anche quando tutto sta andando per il meglio, soprattutto se porti il pessario ininterrottamente e se non lo rimuovi con una certa regolarità. Sarà il medico o ostetrica  a decidere con quale frequenza devono avvenire le visite di controllo.

Soffro di perdite urinarie da quando porto il pessario. È normale? Cosa devo fare?

Può capitare che il prolasso nasconda un’incontinenza urinaria da sforzo. Collassando, gli organi bloccano il flusso di urina e impediscono così le perdite che si verificherebbero se gli organi fossero posizionati correttamente. Pertanto, riposizionando gli organi e correggendo il prolasso, il pessario rivela l’incontinenza che era mascherata. Non è quindi il pessario a causare le perdite bensì un’incontinenza urinaria preesistente, che era semplicemente nascosta dal prolasso.

Anche per questo motivo molti chirurghi prescrivono il pessario prima di un intervento chirurgico, mirato a eliminare il prolasso: portare il pessario permette infatti di smascherare un’eventuale incontinenza e di curarla insieme al prolasso durante la chirurgia. In questo modo si riesce a rilevare l’incontinenza urinaria prima della chirurgia.

Se soffri di perdite urinarie che sono iniziate dopo che hai iniziato a portare il pessario, non preoccuparti: torna dal medico o ostetrica  e scegliete insieme un pessario che corregga sia il prolasso sia l’incontinenza urinaria. I modelli più indicati in questo caso sono il pessario acubico o quello Dish  uretrale.

Che fare se sento un odore anormale provenire dal pessario o dalla vagina?

Raramente un pessario in silicone intrappola batteri causando odori. Tuttavia, se senti un odore strano consulta il medico o ostetrica. Nella maggior parte dei casi si tratta di una semplice vaginosi batterica che è facilmente curabile con un ovulo vaginale.

In ogni caso, occorrerà sostituire il pessario.

Il pessario può "spostarsi" all'interno del mio corpo? È possibile posizionarlo in modo errato?

La vagina è uno spazio chiuso dalla cervice e dai cosiddetti “culs-de-sac” (o fornici) della vagina, quindi il pessario non può andare da nessuna parte. Se è posizionato in modo errato o se la misura o il modello non sono quelli più adatti, l’unico rischio è che il pessario si giri o scivoli cadendo . In questo caso, non dovrai fare altro che inserire un dito nella vagina e posizionarlo in modo corretto.

Se scivola di nuovo o se tende a cadere, ti consigliamo di consultare il medico o ostetrica  per trovare la misura e/o il modello più adatto a te.

Portare il pessario può far male? O essere fastidioso?

Un pessario posizionato in modo corretto (la misura e il modello adeguati) non si percepisce  affatto. Proprio come per un assorbente interno o una coppetta mestruale, non sentirai nulla e potresti persino dimenticarti di portarlo. È progettato per darti sollievo e alleviare qualsiasi fastidio associato al prolasso o all’incontinenza urinaria da sforzo.

Se avverti dolore o fastidio è probabile che il pessario che porti non sia o non sia più quello più adatto a te. In questo caso, consulta il medico o l’ostetrica affinché ti venga prescritto il pessario più adatto a te.

A volte sento che il pessario preme sulla vescica, rendendo la minzione fastidiosa. Cosa devo fare?

Se il fastidio è occasionale, e per la maggior parte del tempo non senti il pessario e tutto va al meglio, questo può dipendere dalla stitichezza , che va quindi curata. Tieni sotto controllo la situazione per capire se questi episodi fastidiosi sono legati al un transito intestinale rallentato  o a movimenti intestinali meno regolari.

Se invece il fastidio è molto frequente o continuo, è probabile che il pessario che porti sia troppo grande per te. In entrambi i casi, ti consigliamo di consultare il medico o l’ostetrica per correggere il problema.

Cosa devo fare se il pessario cade?

Spesso il pessario cade quando la misura e il modello non sono o non sono più quelli adatti a te. Dopo diversi mesi o anni di utilizzo, capita spesso di dover sostituire il pessario con uno più piccolo o più grande.

Consulta il tuo medico o ostetrica : dopo averti visitata, saprà consigliarti e prescriverti/consigliarti  il pessario più adatto.

Cosa succede se non riesco a rimuovere il pessario?

Stai tranquilla: se non riesci a rimuovere il pessario non si verificano conseguenze immediate. Non c’è fretta, nemmeno per il pessario cubico.

Respira lentamente e profondamente. Prova diverse posizioni per vedere se una di queste ti consente di rimuovere il pessario con maggiore facilità: in piedi con un piede su una sedia, in piedi con le ginocchia piegate, accovacciata, seduta sul water o sul bidet, sdraiata sulla schiena ecc

Puoi anche utilizzare un po’ di gel lubrificante per facilitarne la rimozione ma tieni presente che il lubrificante può rendere le dita scivolose e, di conseguenza, il pessario più difficile da maneggiare. Non esitare a servirti di uno specchio.

Se non riesci a raggiungere il pessario con le dita, fai un respiro profondo, rilassa il più possibile il perineo e, se necessario, spingi verso il basso, proprio come se avessi un movimento intestinale. Questo ti aiuterà a far scendere il pessario e renderlo più accessibile. È importante respirare in modo corretto ed essere rilassata. Più sei tesa, più tesi saranno i muscoli e la parete vaginale e più difficile sarà raggiungere e rimuovere il pessario.

Ti consigliamo di fare un bel bagno caldo poiché l’acqua e il calore contribuiscono al rilassamento dei muscoli, in particolare del perineo 🙂

Se tutti questi tenatativi non hanno riscontrato successo,, prenditi una piccola pausa e riprova più tardi. Sul momento, lo stress e l’irritazione possono renderti meno agile e probabilmente tutto risulterà più facile una volta che ti sarai rilassata e che avrai lasciato passare un po’ di tempo.

Per il pessario cubico o, non dimenticare di rimuovere l’effetto ventosa una cavità alla volta.

Ti assistiamo fornendoti le istruzioni specifiche per la rimozione di ogni modello di pessario. Non esitare a consultarle qui.

Mettiamo anche a tua disposizione audioguide che ti accompagnano passo dopo passo nella rimozione del pessario: Audioguide

Scopri anche le nostre meditazioni guidate che ti aiutano a rilassarti e a ritrovare la connessione con il bacino e la vagina: Meditazioni guidate

Se ancora non riesci rimuovere il pessario, un professionista sanitario può aiutarti: il medico di base, il tuo ginecologo, l’ostetrica, un fisioterapista,  un infermiere

Come si rimuove un pessario cubico?

Le prime volte, quando non sei ancora abituata, rimuovere un pessario cubico  può risultare  difficile. Proprio come quando utilizzi per la prima volta una coppetta mestruale (o un assorbente interno), occorre “prenderci la mano”, il che succede nel giro di pochi giorni.

Tuttavia, è possibile che in base alla tua morfologia, flessibilità o condizione, il pessario cubico sia particolarmente difficile, se non impossibile, da rimuovere autonomamente. Questo può verificarsi quando, ad esempio, la vagina è particolarmente lunga e profonda, se le tue dita sono troppo corte, se sei gravida  o in sovrappeso, se soffri di artrosi alle dita eccÈ importante verificare tutti questi aspetti con il medico o l’ostetrica  in modo da scegliere il modello di pessario adeguato . Se il tuo caso rientra in una delle situazioni sopra elencate, potrebbe essere necessario scegliere un pessario che possa rimanere inserito nella vagina e che non debba essere rimosso ogni giorno (ad esempio, un pessario ad anello).

La cosa più importante quando si rimuove un pessario cubico  è non tirare mai la cordicella. La cordicella rappresenta un punto di riferimento: ti ricorda che stai portando un pessario cubico  e può fungere da guida quando cerchi di raggiungere il pessario e far scorrere il dito tra il pessario e la parete vaginale. Se la tiri, l’effetto ventosa non verrà eliminato e puoi rischiare di farti male, di danneggiare la mucosa o di peggiorare il prolasso. Questo è il motivo per cui il nostro pessario cubico  è dotato di una cordicella  in silicone medico che, se tirata in modo brusco, finirà per rompersi, evitando così che tu ti faccia male.

È essenziale per prima cosa rimuovere l’effetto ventosa esercitato dal pessario cubico  sulla parete vaginale. Per farlo, fai scorrere un dito tra il pessario e la parete vaginale, quindi pizzica le due estremità della faccia inferiore del pessario cubico . Una volta eliminato l’effetto ventosa, puoi tirare con delicatezza il pessario per rimuoverlo.

  1. Se necessario, lubrifica la vagina o il pessario utilizzando un gel lubrificante a base d’acqua
  2. Inserisci il dito indice o il medio nella vagina e fallo scorrere tra le diverse facce del pessario e la parete vaginale, per staccarle delicatamente
  3. Usa il pollice per afferrare il pessario a cubo e stacca una faccia dalla parete vaginale
  4. Tira delicatamente per rimuovere il pessario

Se non riesci a rimuovere il pessario a cubo fatti assistere da un professionista sanitario.

La cordicella del mio pessario cubico si è rotta, cosa devo fare?

I nostri pessari a cubo sono dotati di una cordicella in silicone medico che funge da punto di riferimento e guida e ti ricorda che porti un pessario e che lo devi rimuovere ogni sera.

Non è progettata per essere tirata come faresti con il cordoncino di un assorbente interno quando desideri rimuoverlo. Prima di tirare il pessario per rimuoverlo, è molto importante eliminare per prima cosa l’effetto ventosa esercitato dalle facce concave del cubo sulla parte vaginale.

Se tiri troppo forte la cordicella  quando l’effetto ventosa persiste potresti romperla.  E’un dispositivo di sicurezza che ti impedisce di farti del male se tirassi  in modo troppo brusco un pessario cubico che ha ancora l’effetto ventosa sulla tua mucosa.

Stai tranquilla, il fatto che la cordicella  sia rotta non dovrebbe impedirti di rimuovere il pessario cubico  e non ne pregiudica l’utilizzo, né tantomeno l’efficacia. Tuttavia, questo può rendere più difficile individuare il pessario.

In base alla tua morfologia, flessibilità o condizione, potresti non essere in grado di rimuovere il pessario cubico  autonomamente, indipendentemente dal fatto che la cordicella  sia rotta o meno. In questo caso, fatti assistere da un professionista sanitario. Fissa un appuntamento al più presto.

Il pessario ha cambiato colore: devo sostituirlo con uno nuovo?

Con il passare del tempo, un leggero cambiamento di colore del silicone (di solito il rosa pallido diventa un rosa pesca o va più verso l’arancione o il giallo) è perfettamente normale e non indica alcun deterioramento del pessario. Non è quindi necessario sostituirlo, a meno che non ci siano crepe, rotture o strappi sul silicone, nel qual caso il pessario deve essere cambiato.

Al contrario, un cambiamento importante di colore (se ad esempio il pessario diventa di colore marrone) indica che il pessario è stato usato per molto tempo e quindi va sostituito.

Portare il pessario può favorire l'insorgere di micosi, vaginosi batterica o altre infezioni batteriche?

Se sei incline a soffrire di questo tipo di infezione vaginale, portare il pessario potrebbe aumentarne la frequenza.

Non esitare ad assumere integratori alimentari e probiotici per prevenire l’insorgere di tali infezioni e per proteggere la flora vaginale.

Consulta il tuo medico se sospetti di avere un’infezione. Se davvero hai un’infezione, puoi curarla normalmente, con o senza il pessario, a seconda delle indicazioni del medico.

Devo rimuovere il pessario mentre seguo il trattamento per curare la micosi o la vaginosi batterica?

Sì, è consigliabile rimuovere il pessario durante tali trattamenti al fine di favorire e velocizzare la guarigione. Parlane con il medico.

Devo fare una lavanda vaginale per pulire il pessario se non lo rimuovo regolarmente?

No, in linea generale non occorre adottare alcuna misura igienica particolare quando si porta il pessario. Comportati come se non lo stessi portando e dimenticatene (ricorda però di farti monitorare regolarmente, soprattutto se porti il pessario ininterrottamente e se non lo rimuovi con una certa regolarità). Lavati semplicemente con acqua e non fare mai lavande vaginali (le lavande vaginali favoriscono infatti la comparsa di infezioni vaginali, irritazioni, secchezza vaginale, dolore e distruggono la flora intima).

5. Prolasso, incontinenza: quando il perineo ha bisogno di sostegno

Che cos'è un prolasso?

Un prolasso è la discesa di un organo o di una sua parte. Molto comuni sono il prolasso palpebrale e il prolasso delle valvole cardiache.

Nel linguaggio comune, quando si parla di “prolasso” ci si riferisce normalmente al prolasso genitale, ovvero alla discesa in vagina di uno o più organi dalla cavità pelvica: vescica, utero, retto.

Il prolasso genitale è causato da disturbi della statica pelvica che si traduconoin un indebolimento o allungamento dei legamenti che sostengono gli organi pelvici, unito spesso alle pressioni toraco-addominali troppo forti e per lungo tempo Questi legamenti non sono più in grado di svolgere correttamente la loro funzione, che è quella di mantenere gli organi pelvici al loro posto. Questi ultimi tendono poi a scivolare verso il basso per effetto della gravità, gravando così sui muscoli del pavimento pelvico: i muscoli perineali . Quando anche questi muscoli sono indeboliti, rilassati o troppo allungati non sono più in grado di svolgere una funzione di sostegno: gli organi non ricevono più il sostegno di cui hanno bisogno e si abbassano ancora di più attraverso la parete vaginale. La distensione dei legamenti tende quindi ad aumentare poiché questi non beneficiano più del sostegno del perineo.

Il prolasso genitale è una patologia che colpisce principalmente le donne in stato di gravidanza, nel periodo post-partum o in menopausa. I cambiamenti ormonali che si verificano durante le diverse fasi della vita di una donna portano a una perdita di elasticità e di tono dei legamenti e delle fibre muscolari, che talvolta non sono più in grado di sostenere i vari organi. Un travaglio prolungato e la fase expulsiva durante il parto possono anche far distendere o addirittura strappare i legamenti e/o i muscoli pelvici, soprattutto quando non si rispettano le posizioni fisiologiche.

Il prolasso è un disturbo molto comune: si stima che una donna su due a un certo punto della sua vita sia affetta da un prolasso, anche se non sempre sintomatico. Trattandosi di un disturbo comune la diagnosiclinica é rapida.

Quali sono i diversi tipi di prolasso genitale?

Gli organi che possono essere interessati dal prolasso genitale sono 3.

  • Vescica
  • Utero
  • Retto

Il prolasso della vescica è detto cistocele ed è il più comune (rappresenta l’80% dei casi di prolasso degli organi pelvici). Il cistocele è la discesa della vescica nella vagina dovuta al collasso della parete vaginale anteriore. Si parla anche di cistoptosi, invisibile all’esame clinico, nel caso in cui la vescica scende senza affondare nella parete vaginale.

Il prolasso dell’utero è invece detto isterocele (o isteroptosi). L’isterocele è la discesa dell’utero nella vagina dovuta al collasso della parete vaginale.

Infine, il prolasso del retto è detto rettocele. Il rettocele è la discesa  del retto nella vagina dovuta al collasso della parete vaginale posteriore.

Spesso i diversi tipi di prolasso sono associati tra loro.

Quali sono i sintomi del prolasso genitale?

Il sintomo più comune del prolasso genitale é il senso di peso , che puo’ essere accompagnato da dolori spontanei o che compaiono durante i rapporti sessuali. Altri sintomi possono manifestarsi durante l’intimità sessuale: perdita di sensibilità, beanza vulvare, fastidio durante la penetrazione.

Anche i disturbi urinari sono sintomi piuttosto comuni, soprattutto nei casi di cistocele (prolasso della vescica): incontinenza, difficoltà a urinare, infezioni delle vie urinarie eccI disturbi anali (difficoltà a defecare o incontinenza anale), invece, possono essere causati da un rettocele (prolasso del retto).

Può anche capitare che la donna senta una sorta di pallina  all’interno della vagina, che può causare fastidio continuo durante i rapporti sessuali o quando compie  determinati movimenti.

Quali sono i fattori di rischio del prolasso genitale?

I fattori di rischio che possono causare il prolasso genitale sono numerosi e spesso devono combinarsi tra loro per portare alla discesa degli organi. I fattori più importanti sono sicuramente quelli ostetrici e ormonali ma anche i fattori legati allo stile di vita hanno una forte influenza.

  • Fattori ostetrici: gravidanza, parto vaginale, multiparità, lacerazione del perineo
  • Fattori ormonali: menopausa, ipoestrogenia
  • Fattori chirurgici: antecedenti di chirurgia pelvica
  • Fattori legati all’età: invecchiamento dei tessuti
  • Fattori legati allo stile di vita: alcune attività fisiche (come ad esempio la corsa e gli sport ad alto impatto in generale nonché quelli che prevedono sforzi importanti sugli addominali), lavori che prevedono regolarmente il trasporto/sollevamento di carichi pesanti, la modifica della statica pelvica legata all’uso di determinate scarpe, obesità/sovrappeso
  • Fattori gastroenterologi: stipsi o stitichezza  cronica
  • Fattori respiratori: tosse convulsiva violenta e frequente
  • Fattori genetici/ereditari

Come si effettua la valutazione di un prolasso genitale?

La valutazione iniziale di un prolasso è una valutazione clinica. Può essere eseguita da un ginecologo, un urologo o un medico di base o un’ostetrica.

Il terapeuta ti farà accomodare su un lettino da visita ginecologica, ti visiterà utilizzando uno speculum e avrà a sua disposizione una serie di pessari di prova.

In alcuni casi potrà decidere di sottoporti a ulteriori esami, come ad esempio un urinocoltura  e/o un’ecografia prima e dopo la minzione.

Dopo questa prima fase, il medico  ti presenterà le proposte terapeutiche disponibili: il pessario, la riabilitazione e la chirurgia. Se scegli  il pessario, il medico può passare alla fase successiva : la  prova dei pessari.

La riabilitazione perineale può curare il mio prolasso?

Sebbene il perineo svolga un ruolo importante nel prolasso, il ruolo principale è svolto dai legamenti che sostengono gli organi. Ecco perché, in linea generale, la riabilitazione perineale può migliorare la situazione e limitare la progressione del prolasso, ma raramente può ridurlo o farlo regredire. Purtroppo però non è possibile fare una riabilitazione dei legamenti come si fa con i muscoli.

Tuttavia, la riabilitazione muscolare del pavimento pelvico può dare un certo sollievo ai legamenti poiché fornisce un maggiore supporto agli organi e impedisce che i legamenti si distendano ulteriormente. Infatti, senza il sostegno fornito da un perineo tonico, i legamenti sono ancora più sollecitati essendo i soli a supportare il peso degli organi e il prolasso si aggrava.

La riabilitazione dovrebbe sempre prevedere anche una rieducazione addominale che abbia come fine la gestione e la correzione delle spinte verso il basso che sono provocate dalle pressione toraco-addominali allo sforzo.

La riabilitazione perineale e l’utilizzo del pessario sono due approcci perfettamente complementari per garantirti il massimo del comfort.

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