29 Marzo 20210

8 idee sbagliate sul prolasso

Prolasso.

È una parola che molte persone non hanno mai sentito. Eppure tutti dovrebbero conoscerla.

Quando si parla di prolasso, si parla generalmente di prolasso degli organi pelvici, spesso chiamato “discesa degli organi”. Si tratta della discesa di uno o più organi nella pelvi: vescica, utero, retto. Questi organi collassano poi contro la parete vaginale e possono finire per distorcerla formando ernie (una sorta di palla morbida nella vagina) o addirittura sporgere completamente.

Questa condizione colpisce tra il 30% e il 50% delle donne ad un certo punto della loro vita(1). Paradossalmente, però, è ancora un argomento tabù: per ignoranza, vergogna o dettami della società, poche donne osano parlarne, alimentando un circolo vizioso e dando spazio a credenze del tutto false.

La missione di MyLittlePessaire, oltre ad aiutarvi con il vostro pessario, è quella di sollevare il velo sul prolasso e di cambiare la percezione e la visione di questa condizione che, lungi dall’essere anormale o vergognosa, riguarda tutte noi.

Perciò, diamo il via a quelle idee preconcette!

 

Mito n. 1 – Il prolasso colpisce solo le donne anziane o in menopausa. FALSO

Tutt’altro! Se da un lato colpisce molte donne in menopausa a causa del calo dei livelli di estrogeni che caratterizza questa fase fisiologica e ormonale, dall’altro colpisce anche molte donne post-partum (dopo il parto), nonché giovani donne nullipare (donne che non hanno mai partorito). Uno studio americano ha addirittura rilevato che l’83% delle donne ha avuto un prolasso entro 6 mesi dal parto, di cui il 52% allo stadio 2!

La gravidanza, il parto, un’intensa attività sportiva o un lavoro fisico, la stitichezza cronica o il sovrappeso sono tutti fattori che causano un’iperpressione intra-addominale e una sollecitazione eccessiva dei legamenti del cinto pelvico, che possono favorire lo sviluppo del prolasso. E questo vale indipendentemente dall’età. Anche molte donne guarite dal cancro sono colpite dal prolasso, la cui comparsa è favorita da alcuni interventi (in particolare l’isterectomia) o da alcuni trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia.

 

Mito n. 2 – Una discesa d’organo è “grave”. FALSO

Una discesa d’organo può essere molto spiacevole, persino invalidante, con sintomi che vanno da una sensazione di pesantezza pelvica a problemi urinari, oltre all’impossibilità di stare in piedi per un certo periodo di tempo o di svolgere determinate attività (praticare sport, fare giardinaggio, occuparsi dei bambini piccoli, cucinare, camminare, ecc.) Per molte donne è estremamente difficile mantenere una vita sociale normale o una vita intima (anche i rapporti sessuali possono diventare complicati, scomodi o dolorosi: ne parliamo più avanti).

Tuttavia, nonostante l’impatto a volte molto grave sulla qualità della vita, e contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome, la “discesa degli organi” non è di per sé pericolosa e non è mai grave – ad eccezione di pochi casi eccezionali, che riguardano solo prolassi molto gravi.

Va sottolineato che molti prolassi sono asintomatici. Inoltre, le raccomandazioni dell’Autorità Nazionale Francese per la Salute sono chiare: poiché il prolasso è una patologia funzionale (e non una patologia lesionale), il trattamento non è mai obbligatorio ed è consigliato solo per il prolasso sintomatico, quando causa disagio alla paziente. Per dirla più chiaramente: la scelta di trattare o meno il prolasso spetta esclusivamente alla paziente.

C’è un’altra buona notizia: quando il prolasso è un problema, ci sono delle soluzioni.

Anzi, parliamone.

 

Mito n. 3 – La chirurgia è l’unica soluzione per il prolasso. FALSO

Questa convinzione errata è particolarmente consolidata. In realtà, l’intervento chirurgico è consigliato solo in meno di un caso su dieci. Qual è quindi l’alternativa?

Beh, come ci si potrebbe aspettare, vi parleremo del pessario 🙂 Ma non solo.

Ci basiamo sulle raccomandazioni pubblicate nel maggio 2021 dall’Autorità Nazionale Francese per la Salute sulla gestione del prolasso. Questo testo raccomanda come prima linea di difesa i trattamenti conservativi: la rieducazione pelvi-perineale, il pessario e le misure igieniche e alimentari. Sottolinea inoltre che la scelta del trattamento è il risultato di una decisione medica condivisa tra la paziente e il suo terapeuta, e che deve essere basata sulla piena informazione di ogni donna sulle varie opzioni terapeutiche a sua disposizione.

Ecco alcuni estratti di queste raccomandazioni:

Prima di proporre l’intervento chirurgico per il prolasso genitale, si raccomanda di informare la paziente su tutte le opzioni di trattamento (astensione, riabilitazione, pessario, intervento chirurgico) in modo da poter prendere una decisione condivisa.
Se le opzioni di trattamento conservativo non soddisfano le aspettative della paziente, si raccomanda di proporre l’intervento chirurgico in caso di sintomi invalidanti, legati al prolasso genitale, che all’esame clinico risultino significativi.

I pessari sono trattamenti efficaci per i sintomi associati al prolasso genitale e migliorano la qualità della vita. La loro efficacia sui sintomi è immediata e sembra essere equivalente a quella del trattamento chirurgico.

Si raccomanda che a tutte le pazienti con prolasso genitale sintomatico, indipendentemente dall’età e dallo stadio del prolasso, venga offerto un pessario come trattamento di prima linea.

Cominciamo con le misure igieniche e dietetiche raccomandate dall’Autorità Nazionale Francese per la Salute:

– perdita di peso combinata con una dieta sana;
– gestione della stitichezza cronica;
– educazione terapeutica del comportamento mittico e defecatorio;
– educazione terapeutica al trasporto di carichi
– educazione terapeutica alla tosse;
– consigli per limitare gli stili di vita sedentari e incoraggiare l’attività fisica.

Anche la rieducazione pelvi-perineale può contribuire a migliorare i sintomi.

Infine, il pessario è un trattamento soddisfacente ed efficace per il prolasso(2). Questo dispositivo medico è stato progettato per essere inserito sul fondo della vagina e offrire un supporto meccanico semplice ma necessario per riposizionare e mantenere gli organi della piccola pelvi. In questo modo limita il disagio funzionale del prolasso e/o ripristina il controllo del flusso urinario. Questo dispositivo non è invasivo, è reversibile e, soprattutto, è altamente efficace: corregge istantaneamente i sintomi associati al prolasso, permettendovi di riprendere le vostre attività e di condurre una vita normale.

Non esitate a discutere di tutte queste opzioni terapeutiche con il vostro operatore sanitario, anche con il vostro chirurgo, e chiedete anche un secondo o un terzo parere se lo ritenete necessario. E ricordate: la scelta è vostra.

 

Mito n. 4 – Il prolasso impedisce di avere rapporti sessuali. FALSO

Prima di tutto, vorremmo ricordarvi che il sesso non è solo penetrazione. Esistono innumerevoli modi di fare l’amore e di trarre piacere dal proprio partner.

Tuttavia, è possibile avere e godere del sesso penetrativo anche con un prolasso.

È vero che per molte donne il prolasso può alterare la qualità della vita intima:

  • causando disagio durante la penetrazione, in particolare a causa della famosa “palla molle” nota come ernia, che è in realtà dovuta al collasso di un organo nella parete vaginale;
  • provocando dolore durante i rapporti sessuali (la cosiddetta dispareunia);
  • alterando la fiducia in se stessi e l’immagine corporea, e quindi la libido.

Fortunatamente, indossando un pessario e sottoponendosi alla riabilitazione, è possibile ridurre o eliminare i sintomi del prolasso che influiscono sulla vita intima.

Diversi studi dimostrano che l’uso del pessario può migliorare la consapevolezza di sé ed è associato a miglioramenti della funzione sessuale e dell’immagine corporea(3;4).

Alcuni modelli di pessario consentono di avere rapporti sessuali mantenendo il pessario in sede, senza alcun disagio. Si tratta dei modelli ad “anello”, a “piatto” e a “scodella”.

I modelli più grandi di solito devono essere rimossi prima del rapporto sessuale e rimessi al loro posto dopo, ma non bisogna farsi prendere dal panico: spesso gli organi non si abbassano immediatamente dopo la rimozione del pessario e possono passare diverse ore prima che i sintomi ricompaiono. Alcune donne riescono ad avere rapporti sessuali con pessari come il Cube o il Donut (anche se è ancora piuttosto raro): tutto dipende dall’anatomia di ogni donna, dalle dimensioni del pessario e dalle posizioni che utilizza.

Una sola regola: non esitate a provare! Provate senza pessario, con un pessario, provate diverse posizioni… Tenete presente che non è assolutamente rischioso o pericoloso avere rapporti sessuali con un prolasso, e che il vostro corpo non è meno bello e desiderabile.

E perché non prendere in considerazione l’idea di parlarne con il vostro partner? Se vi è più facile parlarne con lui, non esitate a suggerirgli di consultare il nostro sito e i nostri contenuti, in modo che capisca cosa state passando e che riguarda milioni di altre donne 🙂

 

Mito n. 5 – Ci sono alcune attività da evitare in caso di prolasso. FALSO

Per molte persone il prolasso significa la fine dei rapporti sessuali, come abbiamo appena visto, ma anche la fine di tutte le attività sportive e, più in generale, delle attività fisicamente stimolanti. Troppo spesso, ingiunzioni come “non fare sport d’impatto” ci spingono a interrompere qualsiasi attività fisica, il che porta a uno stile di vita sedentario che è ancora più dannoso per l’organismo in generale, e per il perineo e il prolasso in particolare.

Questo preconcetto è quindi falso, anche se è vero che alcune attività devono essere adattate, con l’aiuto di un professionista della salute specializzato.

Per aiutarvi a continuare a vivere la vostra vita come desiderate, 2 strumenti sono a disposizione delle donne con prolasso:

  1. La rieducazione pelvi-perineale, posturale, respiratoria e comportamentale (legata a uno stile di vita sano), che aiuta a correggere alcune cattive abitudini dannose per il sistema legamentoso e perineale.
  2. Il pessario, che può :
    • Alleviare i sintomi causati dal prolasso e fornire il comfort necessario per riprendere attività divenute impossibili.
    • Prevenire il peggioramento della patologia o dei sintomi quando si svolgono attività “ad alto rischio”.

Quindi anche le attività sportive e professionali più faticose non sono necessariamente controindicate e alle donne viene addirittura consigliato di indossare un pessario per prevenire il prolasso o la sua progressione.

Avete domande o dubbi sul proseguimento delle vostre attività sportive?

Contattate l’associazione francese Sports et Spécificités Féminines, i cui membri professionisti della salute possono offrirvi un supporto personalizzato.

 

Mito n. 6 – Non è possibile prevenire la discesa degli organi, è inevitabile. FALSO

Naturalmente il prolasso non è solo una patologia, ma un “normale” sviluppo fisiologico del corpo della donna, dovuto a una serie di fattori, alcuni dei quali difficili, se non impossibili, da evitare (gravidanza, parto, menopausa, età fisiologica, anomalie del tessuto connettivo con carenza di collagene).

Tuttavia, è possibile agire su altri fattori e prevenire l’insorgenza, o almeno il peggioramento, del prolasso.

In primo luogo, lavorando su fattori legati allo stile di vita e alla salute in generale:

  • correggere l’eventuale eccesso di peso
  • evitare tutto ciò che può causare tosse cronica (ad esempio le sigarette)
  • trattare la stitichezza cronica
  • adottare buone abitudini igieniche

Ma anche durante la gravidanza e nei mesi successivi al parto:

  • prepararsi al parto
  • sottoporsi a un’adeguata riabilitazione perineale post-partum

Infine, educando il modo in cui pratichiamo le nostre attività sportive o fisiche. Alcune attività sono state identificate come rischiose per il perineo e i legamenti che sostengono i nostri organi: è il caso degli sport che comportano una forte pressione intra-addominale o di alcuni lavori che richiedono frequenti sollevamenti pesanti. Anche in questo caso, non si tratta di smettere di fare queste attività, soprattutto se vi piacciono, ma di imparare a farle in modo diverso, soprattutto con buone abitudini respiratorie. Un fisioterapista o un’ostetrica specializzati nella rieducazione pelvi-perineale potranno sostenervi in questi passaggi educativi e rieducativi.

 

Mito n°7 – La discesa degli organi è legata alla debolezza del perineo. FALSO

Gli organi della parte inferiore della pelvi (utero, vescica e retto) sono tenuti in posizione da un complesso insieme di muscoli e legamenti, che non si limitano al solo perineo. In parole povere, questi organi sono sospesi da legamenti e sostenuti da un insieme di muscoli noti come “cintura perineale” (per la sua funzione dinamica, piuttosto che per l’inerte “pavimento pelvico”). Una grande apertura, la vagina, passa attraverso questo gruppo di muscoli, creando una “zona di fragilità”.

Il prolasso è causato da un indebolimento o da uno stiramento dei legamenti a cui sono sospesi gli organi pelvici, causato da ripetute iperpressioni intra-addominali. Se questi legamenti si allungano troppo, non svolgono più la loro funzione di mantenere gli organi in posizione. Di conseguenza, tendono a scivolare verso il basso per effetto della gravità, esercitando una pressione sui muscoli del cinto perineale. Quando anche questi muscoli sono indeboliti, allentati o eccessivamente tesi, non sono più in grado di fornire sostegno e chiusura, soprattutto a livello dell’uretra e del retto: gli organi non sono più tenuti in posizione e collassano ulteriormente attraverso la parete vaginale.

Purtroppo, una volta che le strutture di sospensione sono venute meno, è illusorio pensare di “stringerle” lavorando sulla contrazione perineale. Per questo motivo gli esercizi di rieducazione da soli non sono sempre sufficienti, e in questo caso devono essere associati a un trattamento come un pessario o un intervento chirurgico.

 

Mito n. 8 – Il prolasso è sinonimo di incontinenza urinaria. FALSO

Contrariamente a quanto si pensa, l’incontinenza urinaria non va necessariamente di pari passo con il prolasso. È possibile soffrire di incontinenza urinaria senza essere affetti da prolasso e viceversa. Tuttavia, il 50% delle donne con incontinenza urinaria da sforzo presenta un prolasso della vescica.

Va anche detto che il prolasso spesso nasconde l’incontinenza urinaria, che si manifesta quando il prolasso viene corretto. Questo fenomeno è noto come “effetto pelotta”: quando la vescica scende, sostiene l’uretra e blocca le perdite di urina preesistenti. Quando la vescica si solleva, l’uretra perde questo sostegno e la debolezza vescicale ricompare.

Ecco perché una debolezza vescicale che prima non sembrava esistere può comparire quando si inizia a indossare un pessario. Non è il pessario a causare le perdite, ma le rivela semplicemente correggendo il prolasso. Questo problema può essere corretto cambiando il modello di pessario: una coppa Dish o uretrale, o anche un Cubo, possono essere particolarmente adatti in questo caso.

Anche per questo motivo può essere utile, prima di sottoporsi a un intervento chirurgico per un prolasso, effettuare il cosiddetto “test del pessario”: consiste nell’indossare un pessario per evidenziare un’eventuale incontinenza nascosta, in modo da tenerne conto nella gestione chirurgica complessiva.

 

In conclusione

Il prolasso non è inevitabile, né una disgrazia, né la fine della vostra vita attiva o intima. Basta consultare un professionista della salute e cercare le soluzioni che fanno al caso vostro e che vi consentano di ritrovare il comfort e la libertà nel più breve tempo possibile. E non esitate a parlarne con chi vi sta vicino. È molto probabile che diverse donne intorno a voi soffrano o soffriranno un giorno dei sintomi del prolasso e voi potreste aiutarle a vedere le cose in modo più chiaro e incoraggiarle a trovare una soluzione:)

 

 

Fonti

(1) Recommandations sur la prise en charge thérapeutique du prolapsus – Haute Autorité de Santé – Mai 2021

(2) Patient satisfaction and changes in prolapse and urinary symptoms in women who were fitted successfully with a pessary for pelvic organ prolapse – Jeffrey L Clemons MD Vivian C Aguilar MD Tara A Tillinghast NP, MSN Neil D Jackson MD Deborah L Myers MD – American Journal of Obstetrics and Gynecology – 2004

(3) Sexual Function and Pessary Management among Women Using a Pessary for Pelvic Floor Disorders – Kate V. Meriwether MD Yuko M. Komesu MD Ellen Craig CNM Clifford Qualls PhD Herbert Davis PhD Rebecca G. Rogers MD – The Journal of Sexual Medicine – 2015

(4) Sexual and organ function in patients with symptomatic prolapse: are pessaries helpful? – Annette Kuhn M.D. Doris Bapsta Werner Stadlmayr M.D. Kathleen Vits Michael D. Mueller M.D. – Fertility and Sterility – 2009

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