
Come funziona la consultazione del pessario?
Esistono diversi tipi di pessario, a seconda della patologia, dei sintomi, dell’anatomia, dell’attività sessuale, della salute della mucosa vaginale e dell’autonomia (capacità di inserire e rimuovere il pessario da soli). E ognuno di questi modelli è disponibile in 7-14 misure diverse! Può quindi sembrare difficile identificare il pessario giusto. Ma se il pessario è un dispositivo molto efficace, il successo di un progetto di pessario dipende soprattutto dalla scelta del modello e della misura giusta. L’errore da non commettere sarebbe quello di scegliere un modello o una misura a caso.
La scelta di un pessario passa quindi necessariamente attraverso la consultazione di un operatore sanitario, l’esecuzione di un esame clinico e la successiva prova dei pessari. I professionisti formati per l’applicazione dei pessari sono ginecologi, urologi, ostetriche, fisioterapisti e medici generici.
Ma come funziona esattamente la consultazione di un pessario?
-
Dialogo ed esame clinico – Determinare il modello giusto
La prima fase è sempre un colloquio tra l’operatore sanitario e la paziente. L’obiettivo è quello di determinare i numerosi fattori che possono influenzare il successo di un progetto di pessario, nonché la scelta del pessario: i sintomi avvertiti, l’attività sessuale, la presenza di costipazione o di problemi digestivi, l’anamnesi, ecc.
Uno degli obiettivi di questa discussione è assicurarsi che la paziente sia disposta e in grado di gestire da sola il suo pessario su base giornaliera. Il pessario Cube può essere prescritto solo a questa condizione, poiché deve essere rimosso ogni sera e riposizionato la mattina seguente. Alla donna che non vuole o non è in grado di rimuovere e reinserire da sola il pessario, o che desidera farlo su base non quotidiana, deve essere prescritto un pessario ad anello, a ciambella, a piattino o a gellhorn, che può rimanere in sede nella vagina per un massimo di 3 mesi continuativi.
L’operatore sanitario verificherà quindi la presenza di una cervice (questo non è il caso di alcune donne che hanno subito un’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero in seguito a un tumore, per esempio). Se la cervice è presente, è possibile utilizzare un pessario di sostegno. Se non c’è più la cervice, si può usare solo un pessario di riempimento (tipo Cube o Gellhorn, a volte Donut).
L’operatore sanitario controllerà anche il tono delle pareti vaginali: se è troppo debole, spesso sarà impossibile mantenere un pessario di sostegno e nella maggior parte dei casi si dovrà ricorrere a un pessario di riempimento. Una totale mancanza di tono delle pareti vaginali porterà necessariamente alla scelta di un pessario Cube.
Infine, tenendo conto di tutti i fattori sopra elencati, l’operatore sanitario prenderà in considerazione la patologia nella scelta del modello di pessario. Quale/i organo/i è/sono interessato/i dal prolasso? Qual è lo stadio del prolasso (cioè quanto è sceso l’organo o gli organi)? C’è incontinenza urinaria da sforzo?
Ogni modello di pessario è più o meno adatto a seconda della patologia.
Si noti che per le donne in menopausa, l’operatore sanitario spesso prescrive un trattamento ormonale locale o un gel idratante vaginale da iniziare prima della consultazione per la prova del pessario. Questo aiuta a preparare meglio la mucosa, ottimizzando l’applicazione del pessario e rendendo la prova più confortevole. Il mantenimento di una mucosa vaginale sana (troficità ed elasticità) è essenziale quando si pianifica una prova con pessario.
-
Tatto vaginale e misurazione – Determinare la taglia giusta
Una volta scelto il modello di pessario desiderato, è necessario determinare il diametro giusto, in modo che il pessario si adatti perfettamente e risulti confortevole. Questo passaggio è fondamentale. Un pessario troppo piccolo non terrà e non sarà quindi efficace. Un pessario troppo grande sarà scomodo, persino doloroso, e potrebbe anche scivolare verso il basso perché non può essere posizionato correttamente.
La dimensione del pessario si determina con un rapido tocco vaginale. L’operatore sanitario posiziona la punta del dito indice nel cul-de-sac posteriore della vagina (appena dietro la cervice) e la punta del dito medio appena dietro l’osso pubico. Quindi misura la distanza in millimetri tra questi due punti. Questo valore indica la misura del pessario da provare (cioè il suo diametro esterno).
Le dimensioni più comunemente prescritte sono comprese tra 57 e 70 mm (tra 30 e 38 mm per i pessari a cubo).
-
Test – Controllo e regolazione
Una volta completate queste fasi, l’operatore sanitario prova il pessario scelto sulla paziente per assicurarsi che sia adatto. A tale scopo, dovrebbe avere a disposizione un set di pessari di prova nel suo studio. Il professionista può anche chiedere alla paziente di praticare esercizi di respirazione, come quelli utilizzati nello yoga.
Una volta posizionato il pessario, il professionista controllerà se riesce a far passare il polpastrello tra il bordo esterno del pessario e la parete vaginale. Se non riesce a far passare il dito, significa che il pessario è troppo grande, quindi prova la misura successiva. Se, invece, il dito passa troppo facilmente, significa che il pessario è troppo piccolo e bisogna provare la misura successiva.
Una volta completata questa fase, se la misura sembra adatta, l’operatore sanitario chiede alla paziente di alzarsi, camminare, battere i piedi sul pavimento, piegarsi, accovacciarsi e tossire. Viene anche chiesto alla paziente di urinare per verificare che possa farlo senza fastidio e senza che il pessario cada. Dopo tutti questi test, se il pessario rimane saldamente in posizione e la paziente non avverte alcun disagio, allora il pessario provato è quello giusto!
Se invece il pessario scivola o cade, è necessario provare un’altra taglia o talvolta un altro modello. La misura più adatta è generalmente la più piccola possibile che non scivola o cade.
A volte la prova è molto rapida e il primo pessario provato è adatto. Altre volte è necessario provare diversi pessari e la consultazione può durare anche mezz’ora. L’esperienza dimostra che, in media, è necessario provare 3 o 4 modelli prima di trovare quello giusto.
Alcuni professionisti suggeriscono alle pazienti di fare una passeggiata e di tornare dopo la consultazione successiva. Alcuni scelgono anche di lasciare il pessario di prova alla paziente per alcune ore o per un giorno intero.
-
Imparare ad usare il pessario – Determinare il monitoraggio
Prima di concludere la consultazione, l’operatore sanitario verifica che la paziente sia in grado di rimuovere e reinserire da sola il pessario, soprattutto se è stato prescritto un Cube. È sempre preferibile essere indipendenti dal pessario ed essere in grado di rimuoverlo e pulirlo regolarmente. L’operatore sanitario spiegherà alla paziente come pulirlo e mantenerlo.
Infine, l’operatore sanitario e la paziente concordano le modalità di follow-up: per le donne che non rimuovono il pessario quotidianamente è fondamentale sottoporsi a regolari visite di controllo.

Siete alla ricerca di un professionista della salute?
Consultate il nostro elenco online “Rete Pessario”. In esso sono elencati i professionisti della salute che si sono identificati per offrire consulenze sul pessario: ginecologi, urologi, fisioterapisti, ostetriche, ecc.









