8 Dicembre 20200

Il pessario: una soluzione da sempre utilizzata dalle donne di tutto il mondo

Avete detto “pessario”? È probabile che, come la maggior parte delle donne francesi, non abbiate mai sentito questa parola fino a poco tempo fa.

Il pessario è un trattamento di prima linea utilizzato nella gestione del prolasso degli organi pelvici e/o dell’incontinenza urinaria da sforzo. Progettato per essere inserito in profondità nella vagina, questo dispositivo medico riposiziona gli organi pelvici per ridurre o addirittura eliminare i sintomi associati a queste condizioni. Questo piccolo e semplice dispositivo consente a molte donne di riacquistare immediatamente comfort e libertà nelle loro attività quotidiane. Paradossalmente, poche persone sono consapevoli della loro esistenza.

Eppure i pessari sono ampiamente utilizzati in molti Paesi, soprattutto in quelli anglosassoni come Stati Uniti, Canada e Regno Unito, ma anche in Scandinavia e Germania. Le donne usano i pessari fin dalla notte dei tempi, il che li rende uno dei dispositivi medici più antichi del mondo.

Vi accompagniamo in un viaggio attraverso la storia di questo prezioso alleato del vostro perineo e della vostra salute.

 

Nell’antichità, frutta e tessuti

I primi riferimenti al prolasso uterino risalgono agli antichi Egizi. Sono citati nei papiri di Kahun (2000 a.C.) e di Ebers (1500 a.C.). I primi pessari documentati erano prodotti naturali (frutta, pietre) o tessuti. I medici greci Ippocrate e Sorano consigliavano di inserire mezza melagrana nella vagina per trattare il prolasso uterino. Il termine stesso “pessario” deriva dal greco antico “pessós”, che si riferisce a una pietra rotonda. I pessari sono persino menzionati nel più antico e famoso testo medico greco: il Giuramento di Ippocrate.

I pessari realizzati con materiali organici non resistono alla prova del tempo, per cui il più antico pessario mai ritrovato proviene dall’antica Roma ed è datato tra il 200 a.C. e il 400 d.C.. L’oggetto è interamente in bronzo e ha la forma di una ciambella, una forma ancora oggi molto utilizzata!

 

Nel Medioevo, il cuoio o i metalli preziosi

Nel Medioevo, i pessari erano generalmente fatti di cuoio, lana e sughero, talvolta imbevuti di sostanze contraccettive (molto spesso dannose per la salute), svolgendo un duplice ruolo per le madri che avevano partorito più volte, ad esempio. Successivamente, fino al XIX secolo sono stati utilizzati anelli di rame, ottone, argento o oro. Inoltre, un “trattamento” comune per il prolasso degli organi pelvici consisteva nel sospendere la donna per i piedi (a testa in giù…) per diverse ore per consentire alla gravità di agire sul ricambio degli organi pelvici. Proprio così…

 

XIX e XX secolo: la rivoluzione del lattice

Fu durante l’epoca vittoriana, al culmine delle rivoluzioni industriali e del progresso scientifico in Europa, che apparvero i primi pessari in gomma e lattice. Questi materiali flessibili e relativamente resistenti venivano commercializzati in una varietà di dimensioni e forme, come avviene oggi. Tuttavia, i materiali improbabili erano talvolta ancora preferiti dalle pazienti delle classi più elevate: queste signore utilizzavano pessari in avorio, oro, vetro o alluminio.

Sebbene la gomma e il lattice abbiano rivoluzionato la medicina dell’epoca, oggi non sono più raccomandati per la fabbricazione di dispositivi medici, in particolare quelli che vengono a contatto con le mucose. Infatti, questi materiali sono allergeni riconosciuti e la loro superficie porosa assorbe i batteri, si degrada abbastanza rapidamente e facilita l’insorgere di irritazioni o infezioni.

 

Oggi: il pessario, un dispositivo medico in silicone

Per questo motivo la stragrande maggioranza dei pessari oggi è realizzata in silicone medico, un materiale stabile la cui materia prima è il silicio, che si trova principalmente nella sabbia ed è anche la materia prima utilizzata per la produzione del vetro.

Il silicone medico è il materiale meglio tollerato dalle membrane mucose, anche dopo un contatto prolungato per diversi mesi. A differenza del lattice o della plastica, non provoca reazioni allergiche o irritazioni. Il silicone non è poroso, quindi non assorbe e non favorisce la crescita microbica sulla sua superficie. La sua morbidezza e flessibilità ottimizzano inoltre il comfort delle donne quando indossano questo tipo di dispositivo. Infine, il silicone ha una durata di vita molto più lunga rispetto al lattice o alla plastica (fino a 5 anni, rispetto ai 6 mesi del lattice o della plastica).

I pessari sono ormai dispositivi medici, quindi la loro produzione è conforme a standard rigorosi. Sono sicuri da usare e offrono una soluzione efficace, immediata e confortevole per il trattamento del prolasso e dell’incontinenza da sforzo nelle donne di tutte le età.

Nel corso del tempo sono state sviluppate diverse forme di pessario, per adattare questa soluzione a tutte le patologie e morfologie. I pessari sono ampiamente utilizzati in molte parti del mondo, in particolare nel Nord America e nel Nord Europa. Negli Stati Uniti, ad esempio, il 98% dei ginecologi e degli urologi utilizza il pessario nella propria pratica corrente e il 77% offre il pessario alle proprie pazienti come trattamento di prima linea per il prolasso.

Da questa parte dell’Atlantico, in Francia, la chirurgia è stata a lungo predominante negli ultimi decenni, a scapito delle soluzioni conservative e non invasive. Ma il pessario sta tornando in auge. Molti ginecologi, urologi (compresi i chirurghi), fisioterapisti e ostetriche lo consigliano alle loro pazienti, come alternativa all’intervento chirurgico o per anticiparne gli effetti, ma anche come misura preventiva durante l’attività fisica o come complemento alla rieducazione pelvi-perineale.

Oggi le donne non devono più essere ostacolate nella loro vita quotidiana da problemi di statica pelvica. Ci sono soluzioni (efficaci)! Dal millenario pessario a ciambella al pessario a cubo molto usato dalle sportive, c’è un pessario per ognuna di noi, quindi parliamone.

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